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l’intervento 

Raid degli animali selvatici «Agricoltori in ginocchio, questa legge va cambiata»

Raid degli animali selvatici «Agricoltori in ginocchio, questa legge va cambiata»

Il presidente Pasquini (Cia) si associa alla mobilitazione delle altre categorie  e propone la modifica delle norme sulla caccia

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SUVERETO. «Questa non è più un’emergenza, il problema è strutturale, rilanciamo la nostra proposta del 2019 per modificare la legge sulla caccia». Sui danni provocati al settore agricolo dagli animali selvatici interviene il presidente Cia Livorno Pierpaolo Pasquini che esprime soddisfazione per la mobilitazione delle altre associazioni di categoria e afferma: «Non possiamo allevare per i lupi e coltivare per i cinghiali e caprioli». «Con la modifica della Legge sulla caccia – dice Pasquini – si deve sostituire il concetto di protezione con quello di gestione. I problemi causati dai selvatici e predatori, sono problemi reali e tutt’ora irrisolti. Gli agricoltori non vogliono sterminare gli animali, ma ridurli per renderli compatibili con l’esercizio della attività agricola e sostenibili dall’ambiente. Dovrebbe essere semplice da capire».

Così Pierpaolo Pasquini, presidente di Cia Agricoltori Italiani di Livorno, interviene sul tema di grande attualità. «Non possiamo parlare più di emergenza – prosegue Pasquini – usiamo questo terminologia da anni, il problema intanto è divenuto strutturale. Purtroppo la politica e le Istituzioni sono ostaggio della opinione pubblica e le decisioni tardano ad arrivare». Sembra farsi strada, secondo la Cia, la consapevolezza che si debba arrivare alla modifica della legge sulla caccia. Cia ricorda, a tale proposito, che nel maggio del 2019 ha presentato una propria proposta di modifica della legge. «La legislazione in vigore era nata in una situazione ambientale e sociale completamente diversa da quella attuale – sostengono alla Cia – oggi è obsoleta e carente per affrontare i problemi che le aziende agricole sono costrette a subire tutti i giorni. Con la modifica della Legge 157/92 si deve sostituire il concetto di protezione con quello di gestione, distinguere le attività di gestione della fauna selvatica da quelle dell’attività venatoria. La gestione della fauna selvatica e l’attività venatoria hanno evidentemente delle connessioni tra loro, ma si tratta di due aspetti profondamente distinti: di carattere generale di governo del territorio il primo, e specifico, ludico – ricreativo il secondo. Questa distinzione deve essere presente e caratterizzare la programmazione e la gestione del sistema».

Pasquini richiama di nuovo la proposta di legge presentata nel 2019 e afferma: «Le attività di controllo della fauna selvatica non possono essere delegate all’attività venatoria. Il controllo delle specie in eccesso deve rappresentare un’azione prioritaria nella programmazione faunistica, mettendo in campo tutti gli strumenti preventivi e operativi necessari, anche con strumenti di emergenza e di pronto intervento. Il controllo, anche quando prevede l’abbattimento selettivo dei selvatici, deve essere svolto prioritariamente da personale pubblico o dagli addetti della vigilanza venatoria, oltre che dall’azione ordinaria della caccia selettiva». —



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