Il dolore
Il Gruppo 2019 sull’urbanistica «Un’aggressione al territorio»
Il movimento critica la giunta Ticciati sulle scelte assunte nel piano operativo «Il documento avrebbe dovuto segnare un’inversione di tendenza netta»
VENTURINA TERME. «Negli ultimi vent’anni in Val di Cornia abbiamo assistito all’aggressione ingiustificata al territorio con la sistematica compromissione delle risorse paesaggistiche ed ambientali e il conseguente impoverimento per la comunità». È quanto affermano dal Gruppo 2019, che interviene sulla questione urbanistica del paese.
«Il Piano strutturale intercomunale avrebbe dovuto segnare un’inversione di tendenza netta sia perché è sotto gli occhi di tutti che quelle scelte hanno prodotto pochi benefici effimeri e molti danni che dureranno nel tempo, sia perché non esistono più motivazioni economiche per la riproposizione di certe scelte urbanistiche – spiegano dal Gruppo – va detto che il Piano strutturale nasceva già malato, con lo sdoppiamento degli strumenti sovra comunali e una visione evidentemente limitata e parziale della Val di Cornia, delle sue potenzialità e delle criticità. Le previsioni del Piano, rappresentano però un ostacolo concreto alla possibilità, forse l’ultima che rimane a questo territorio, di orientare verso un diverso modello l’economia e ricostruire un tessuto sociale ed imprenditoriale che possa affondare le radici in un contesto territoriale ben pianificato e ricco di opportunità».
Il primo, enorme problema che riguarda il Comune di Campiglia è secondo il Gruppo 2019 «il concetto di collaborazione tra attività estrattive e progetti di tutela del patrimonio archeologico, ambientale e culturale, ovvero la coesistenza e collaborazione tra cave e parco archeominerario. Un assurdo logico oltreché un balzo indietro nella pianificazione giacché, pur con esiti nulli, il vigente Piano Strutturale riconosceva nelle cave una attività esauribile, di grande impatto e in palese contrasto con gli obiettivi di valorizzazione territoriale. Da ciò la previsione di pianificare una riconversione per tale attività. Oggi secondo il Comune di Campiglia, amministrato da una lista che si era presentata con una posizione di forte contrasto alle cave, quei problemi non esistono più».
Il Gruppo 2019 ha qualcosa da dire anche sulle nuove edificazioni nel parco di Sterpaia: «Persino nel bosco, dimenticando che quel parco nasce proprio dal ripristino ambientale di aree lottizzate e urbanizzate, e pone le basi per la trasformazione delle Fabbricciane in un nuovo paese tra San Vincenzo e Piombino. Il Comune di Campiglia non è certo da meno, poiché ripropone il progetto morto e sepolto della Fonte di Sotto con i suoi 10.000 mc circa di edificazioni ai piedi del borgo di Campiglia, su area agricola di grande valore paesaggistico». —
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