Sicurezza
Rimateria, i sindacati vogliono la continuità
Accorato appello alle istituzioni per l’avvio dell’esercizio provvisorio: «La richiesta dei licenziamenti? Una provocazione»
PIOMBINO. Una provocazione per scuotere. Una chiamata alla responsabilità di tutti i soggetti in campo, perché non ci stanno ad assistere a un ping pong sulla pelle dei lavoratori. Sta in questa cornice il paradosso che per tutelare i 41 dipendenti Rimateria si possa arrivare a ribaltare i ruoli, fino a chiederne il licenziamento per garantire loro l’accesso alla Naspi. «Tutti i soggetti si attivino per far partire l’esercizio provvisorio, che può garantire il collocamento di tutti o buona parte dei lavoratori. Questo nell’attesa che siano formalizzate e valutate le proposte alla curatrice fallimentare Francesca Ozia per il subentro nella gestione dell’azienda». Tornano a sottolinearlo con forza i rappresentanti sindacali Fp Cgil Livorno, Fit Cisl Livorno, Uil Trasporti Toscana e Fiadel . Il 27 luglio incontreranno la dottoressa Ozia per tornare a rivendicare soluzioni a breve per le 41 famiglie che dal 14 giugno sono senza alcuna retribuzione e senza alcun paracadute sociale. Riscosso lo stipendio di maggio, infatti, con la sospensione dei rapporti di lavoro non hanno possibilità di accesso agli ammortizzatori sociali. Nonostante tutto i lavoratori Rimateria dal 14 giugno continuano ad assicurare la gestione di percolato e biogas, una vigilanza ambientale che svolgono senza la certezza della modalità con cui verranno ricompensati a tutela del territorio.
L’esercizio provvisorio di Rimateria potrebbe creare i presupposti per guardare al dopo. All’ipotesi di dare un futuro all’azienda con l’ingresso di una nuova proprietà, disponibile a rilevare il ramo d’impresa. Sul tavolo della curatrice fallimentare dell’impresa di Ischia di Crociano c’è solo la proposta di Eco Eridania Spa, che è tra i maggiori gruppi nazionali nei servizi di raccolta, trasporto, stoccaggio e smaltimento di rifiuti di origine sanitaria e industriale, oltre al quale si attendono altre possibili offerte e in modo particolare la rappresentanza sindacale auspica la presentazione di un’offerta anche da parte di un’azienda pubblica istituita ad hoc o già presente sul territorio toscano. Il passo successivo è una sorta di piano B. «I dipendenti Rimateria sono tutti ex Asiu e così come i loro colleghi sono stati collocati in Sei Toscana per logica anche loro dovrebbero confluire in questa azienda. Altrimenti tutte le istituzioni, a partire dai sei sindaci dei Comuni soci in Asiu si facciano carico di una proposta concreta e immediata. Il 27 luglio abbiamo l’incontro con la curatrice a cui chiederemo di attivare l’esercizio provvisorio e di ricollocare il maggior numero di persone possibile. Ad oggi c’è sicuramente la proposta già formalizzata da Eco Eridania di subentro con l’impegno a ricollocare tutti i 41 lavoratori di Rimateria, ci attendiamo che pari proposta giunga da un’azienda a partecipazione Pubblica, perché senza lavoro non c’è tutela per nessuno, non solo per i lavoratori, ma non ci sarà nemmeno per i cittadini». —
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