Il Tirreno

i commenti dei ragazzi 

«È terminato un anno un po’ faticoso ma siamo rimasti uniti, è stato bello»

F.L.
«È terminato un anno un po’ faticoso ma siamo rimasti uniti, è stato bello»

3 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Un voto che corona il percorso di cinque anni di scuola, e stimola al futuro. Questo il senso del 100 per i ragazzi diplomati col massimo dei voti al Carducci Volta Pacinotti.

«È stato un anno un po’ faticoso – le parole di Cecilia Canessa, centista allo scientifico – Però è stato anche l’anno più bello perché c’era la consapevolezza che sarebbe stato l’ultimo anno di scuola, e questo ci ha unito. L’esame? Ero molto preoccupata. All’inizio pensavamo ci sarebbero stati gli scritti. Quando è uscita fuori la conferma del solo colloquio, mi sono un po’ tranquillizzata, ma è stato comunque strano. Un po’ un salto nel buio. Se mi aspettavo il 100? Diciamo di no. Non mi sentivo preparata al massimo. Quando poi ho finito, ho pensato che il 100 avrei anche potuto prenderlo. Perché ero andata bene. Non mi hanno fatto domande strane, ma solo complimenti. Ora vorrei entrare a medicina, sperando di superare il test. Sto studiando dal 1° luglio. Si sacrifica un po’ l’estate, ma pazienza. Gli hobby? La barca a vela. Il pomeriggio studio, mentre la mattina sono istruttrice di vela alla lega di Salivoli».

«È stato un anno particolare – si accoda Claudia Clementi, pure lei 100 allo scientifico – l’anno scorso avevamo lavorato bene, cercando di tenere il passo, senza lasciare troppe cose alla quinta. Tornare a scuola nel finale di anno è stato un bel cambiamento, ma i professori ci hanno aiutati nel seguire perfettamente le lezioni. Mi mancava la scuola, anche se all’inizio ho avuto un po’ paura di tornarci senza vaccino. Il contesto, però, è sempre stato in sicurezza, e alla fine è stato piacevole tornare in mezzo ai compagni e condividere l’ultima parte dell’anno. L’esame solo orale ci ha tranquillizzato, ma è stato comunque rigoroso. Se mi aspettavo il 100? Ci speravo. Ho lavorato tanto in questi anni. E ora giù a studiare per entrare a medicina. Sacrificherò l’estate ma ne varrà la pena».

«Eravamo abituati alla dad già dalla quarta, però alternare scuola in presenza e a distanza non ha aiutato nessuno – spiega Giulia Marotta, 100 al liceo scienze umane – L’esame? Ha avuto aspetti negativi e altri positivi. Di buono c’erano tutti i prof interni, a dare più tranquillità alla prova, anche se l’ansia non è mancata. Nel 100 ci speravo, mi sono impegnata molto. La parte più bella? Ricevere i complimenti dai docenti. Ora, fra un libro e la fotografia, penso all’università. A settembre andrò ad antropologia a Bologna».

«Sicuramente è stato un anno diverso dal solito – dice Niccolò Giuntoli del liceo sportivo, giocatore di calcio – Studiare a distanza è difficile e annoia più facilmente. L’esame è stato più semplice del normale, ma proporzionato al modo in cui abbiamo affrontato l’anno. Al 100 ci speravo. Dopo l’esame, andato benissimo, ancora di più, ed è arrivato. Sono contentissimo. Adesso vorrei iscrivermi a ingegneria per il design industriale. Però prendono solo i primi 50. Non dovessi rientrare, sceglierò un altro ramo, sempre di ingegneria». —

F.L.



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web