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Rimateria, Gelichi si prende una rivincita: epilogo che andava previsto
Piombino, l’ex assessore sull’ipotesi di subentro Eco Eridania nella gestione della discarica di Ischia di Crociano: «Strano che il sindaco non abbia pubblicato le foto dell’incontro con i genovesi»
PIOMBINO. «Un epilogo che andava previsto». Così il portavoce di Ascolta Piombino Riccardo Gelichi, in scia all’anticipazione del Tirreno sull’interesse del gruppo genovese Eco Eridania a subentrare nella gestione della discarica Ischia di Crociano al posto di Rimateria. Dalla proposta già formalizzata alla curatrice fallimentare dell’azienda all’incontro il 20 luglio dei rappresentanti del gruppo genovese con il sindaco Francesco Ferrari e gli assessori Giuliano Parodi e Carla Bezzini.
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«Strano che il sindaco si sia dimenticato di far pubblicare le foto dell’incontro con Eco Eridania, lui che di solito è molto solerte nell’informare i cittadini – sottolinea Gelichi –. Sulla questione Rimateria siamo dentro la disciplina delle procedure fallimentari, un percorso naturalmente giuridico di cui non possiamo trascurare gli effetti politici, quelli precedenti e quelli futuri. I due fallimenti di Asiu e di Rimateria hanno responsabilità politiche enormi, e portano con sé la perdita del controllo e della strategia da parte del pubblico su una materia delicata qual’è quella dei rifiuti, con evidenti riflessi sul territorio».
Su Rimateria si è consumata la crisi di giunta che a settembre dello scorso anno ha portato alle dimissioni dell’assessore al Bilancio Paolo Ferracci, poi rientrate, e alla cacciata del collega ai Lavori pubblici Gelichi.
«Rimateria nasce con dei buoni propositi: risolvere i problemi ambientali di Piombino e sanare il buco di bilancio di Asiu – sostiene Gelichi –. Nel percorso ci sono stati degli eccessi nella progettazione, a nostro giudizio più sbilanciati verso la parte privata che quella pubblica. Bastava raddrizzare il tiro, posto che i Comuni, e in modo principale quello di Piombino, che è socio di maggioranza attraverso Asiu Spa, avevano la facoltà di nominare il presidente di Rimateria con voto determinante sull’approvazione del piano industriale e dovevano e potevano trovare, attraverso l’esercizio del controllo pubblico, una soluzione di equilibrio mantenendosi dentro l’alveo della giusta compensazione fra interesse pubblico e privato. Invece si è preferito andare a colpi di slogan, accarezzando la pancia del comitato di turno, di fatto rinunciando a qualsiasi forma di governo dei problemi, mettendo a rischio lo stesso Ente attraverso una causa pendente di Navarra nei confronti del Comune per condotta in contrasto con gli impegni sottoscritti, con una richiesta di un risarcimento per circa 25 milioni di euro».
Il portavoce di Ascolta Piombino bolla come «singolare che a poco più di un mese dalla dichiarazione di fallimento di Rimateria, proprio l’ex presidente Francesco Pellati, nominato del sindaco Ferrari, accompagni e presenti la nuova azienda. Altrettanto singolare è scoprire che la stessa Eco Eridania detiene oggi il 75 per cento delle quote di Wecologistic, società che si occupa di rifiuti adiacente, alle discariche attuali». Archiviato il «fallimento politico del Pd, che lo ha portato all’opposizione», Gelichi parla di «un secondo disastro peggiore del primo. «La soluzione per evitare il fallimento, purtroppo rifiutata, era stata indicata e prevedeva il ridimensionamento dei volumi di discarica – dice –. Ciò avrebbe consentito di chiudere e mettere in sicurezza la discarica. Su questa vicenda a suo tempo anche l’attuale giunta ha fibrillato perdendo un assessore, ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire». —
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