Il Tirreno

«Non sono 25 tende alla Sterpaia a risolvere i problemi di Piombino»

Simone De Rosas* ; Segretario Federazione Pd Val di Cornia - Elba

Il segretario della Federazione Pd De Rosas interviene sul caso della struttura ricettiva nel bosco: «Serve una discussione più ampia» 

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l’intervento

Simone De Rosas*

È importante il dibattito che si è aperto in queste ultime settimane tra associazioni ambientaliste e culturali sull’opportunità di alcuni interventi di carattere turistico ricompresi negli strumenti urbanistici.

Un dibattito che ha coinvolto anche il Pd e che non riguarda solo sul piccolo insediamento di glamping che potrebbe nascere alla Sterpaia e che deve passare sicuramente in subordine di fronte a una discussione generale sulla direzione che questo pezzo di Toscana intende prendere dopo lunghi anni di crisi.

Anche perché, con tutta evidenza non saranno venticinque tende a risolvere i problemi che riguardano Piombino e la nostra costa. È invece opportuno discutere del recupero e della valorizzazione di zone, proprio come la Sterpaia, che devono uscire dal declino e dall’abbandono che le ha riguardate in questi ultimi anni.

Anche di chi, come il Pd, non governa attualmente la città di Piombino ma ha l’ambizione di tornare presto a farlo costruendo un’alternativa vera a questa amministrazione comunale che rischia di perdersi in fatti di piccolo cabotaggio e di mancare la straordinaria occasione del Recovery Plan per il quale, come abbiamo già denunciato, non ci sono progetti adeguati a intercettare rigenerazione urbana e ripartenza. Il Partito Democratico ha, sul fronte dell’ambiente, dello sviluppo, di una re industrializzazione sostenibile, sempre mantenuto un atteggiamento di totale apertura e disponibilità al dialogo e così intende proseguire il suo lavoro. Lo ha fatto a Piombino, per esempio con la tutela della costa e la sua valorizzazione turistica e l’opposizione ferma a qualsiasi tipo di speculazione, e lo ha fatto nel territorio. A Campiglia, dove di recente è stata riprogrammata la vita delle cave che si avviano verso la restituzione alla comunità per diventare luoghi di grande attrattività turistica. Lo sta facendo a San Vincenzo, dove questi temi saranno una delle chiavi della campagna elettorale che ci apprestiamo ad affrontare e del governo della città dei prossimi anni.

La costruzione di un rapporto positivo tra pubblico e privato, come accade già oggi nella costa est, che possa, nel settore del turismo, nell’enogastronomia, nel diporto, consolidare una molteplicità di asset produttivi da affiancare a quello dell’industria che non potrà mai più avere le caratteristiche di quella conosciuta nei secoli scorsi. Né, per fortuna, nel suo impatto ambientale, né nella sua capacità occupazionale. Occorre quindi davvero un dibattito serrato e approfondito che affronti queste questioni e che riporti al centro la società dei Parchi della Val di Cornia che di tutta questa riflessione deve essere il motore e che appare piuttosto appannata negli obiettivi di breve e anche di lungo raggio. Con meno di questo, nessuno può riuscire nell’obiettivo grande e ambizioso di ricalibrare bisogni e aspettative di chi vive qui o di chi sceglie di venirci per vivere e lavorare. —

Segretario Federazione Pd

Val di Cornia - Elba



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