Gioco
L’arte giapponese delle argille Raku nei laboratori del giardino di Bolano
La tecnica orientale è proposta ai visitatori del museo all’area aperta nella casa di San Martino appartenuta all’artista
La ripartenza
Si rianima, partendo dal laboratorio Raku, l’Open air museum di San Martino, del compianto Italo Bolano. Diecimila metri quadrati di natura, alberi e opere d’arte del pittore e scultore espressionista astratto, scomparso nel settembre scorso. Alessandra Ribaldone, la moglie, ha creato una fondazione nel nome dell’artista per proseguire gli impegni socio culturali portati avanti in 60 anni di attività dal maestro.
Intanto (su appuntamento telefonando al 3386996406) arrivano diversi frequentatori, molti dei quali sono coinvolti nel raku: una tecnica di costruzione e di cottura giapponese per la fabbricazione di ciotole in argilla per la cerimonia del tè. «Un impegno artistico che, volendo, è valido dai 2 ai 90 anni e anche più. – spiega Ribaldone –. Formo dei gruppetti di lavoro al massimo di 12 persone, in piena sicurezza, al pomeriggio per il laboratorio Raku. Già vari gruppi familiari passano qualche ora nel nostro luogo ameno, dove si può anche vincere la calura estiva, creando il souvenir che ognuno si porta poi a casa, realizzato con la tecnica giapponese Raku. Contribuiscono solamente con 15 euro, la spesa viva dei materiali necessari a realizzare la ciotola che diventa una significativa opera personale. Poi dal 4 agosto fino al 22, l’esperienza si abbinerà alla cerimonia del tè insieme Marco Albasio, un esperto che agirà nel portico che io sto restaurando».
Ricordiamo che il Raku è un antica tecnica orientale, per la precisione, come già scritto, giapponese. La parola significa letteralmente “Gioire il giorno” e fu creata nel 1500 da un maestro di filosofia zen. Consiste nel preparare delle ciotole destinate alle cerimonie rituali del té. «Si tratta – sottolinea Ribaldone– di estrarre dal forno le ciotole precedentemente decorate dai partecipanti, ancora incandescenti e di porle in recipienti pieni di trucioli di legno che prendono subito fuoco. I recipienti vengono subito chiusi per impedire al fumo di fuoriuscire e, in carenza di ossigeno, si produce una reazione chimica, detta di riduzione. I pezzi vengono subito messi nell’acqua per un rapidissimo processo di raffreddamento».
«Il risultato è sorprendente – prosegue Ribaldone– : le cristalline, a contatto con l’aria, formano delle screpolature dette craquelè e gli smalti, che sono usciti dal forno quasi liquidi, subiscono particolari effetti nel raffreddamento tanto che possono sembrare gioielli metallici. Quindi il risultato è affidato alla casualità del processo descritto e tutti possono fare facilmente l’esperienza, in circa un’ora d’impegno che noi controlliamo in sicurezza».
«L’obiettivo dei laboratori e realizzare le opere con il metodo giapponese, sicuramente affascinante, ma anche che ognuno porti via con sé una ciotola come ricordo dell’Isola d’Elba e del luogo dell’arte di Italo Bolano – aggiunge ancora Ribaldone –. Ovviamente poi chiunque può visitare tutte le opere monumentali esposte e, se crede, può acquistare le stampe d’arte che ho fatto realizzare da una antica bottega di Firenze e che riproducono due dei 10 acquerelli di Italo Bolano titolati e firmati da Mario Luzi. Si tratta di riproduzioni effettuate con un antico torchio a mano dalla stessa tipografia d’arte nella quale Italo ha realizzato le sue litografie per 50 anni, da Edigrafica e con gli stessi colori. Il ricavato servirà alla manutenzione del Museo».
Marco Albasio, l’esperto del té, lavora a Milano nel suo laboratorio di via Guerrazzi, vicino all’arco della pace e ci ha detto: «Il nostro sistema immunitario è complesso e per tutelarlo, come dicono gli scienziati, occorre che lo stile di vita sia quello più corretto per difendere la propria salute. Io dopo molti anni ho scoperto la cultura del té, che è fortemente connessa con la cultura orientale. Una bevanda storica che si intreccia con la filosofia e lo stile di vita corretto di cui dicevo prima, bevanda che ha note proprietà salutari».
L’esperto riesce a preparare quindi l’infuso con particolari metodi e lo proporrà dal prossimo 4 agosto a tutti i partecipanti all’esperienza dei laboratori di Raku con una specifica cerimonia e con un piccolo rimborso spese. Non c’è altro che da provare e scoprire questo momento particolare nel Giardino dell’arte di Bolano vicino alla villa napoleonica dove l’imperatore passò nel 1814 i suoi mesi di esilio. —
Stefano Bramanti
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