Il dolore
C’è la medaglia d’oro per il Vallin dei Ghiri
Premiata l’etichetta di punta dell’azienda Il Falcone che vede l’ingresso della quarta generazione di famiglia
suvereto. La storica azienda agricola Il Falcone, una delle più longeve della zona, ha registrato in questi giorni l’esordio della sua quarta generazione di famiglia. Sono state le sorelle Chiara (20 anni) e Emma Musi (18 anni) a rappresentare l’azienda a Modena, dove hanno ritirato la medaglia d’oro al 19º Concorso enologico internazionale Città del vino, con l’etichetta che è un po’ l’orgoglio della casa, quel “Vallin dei Ghiri” che da anni miete successi. Dopo i bisnonni delle due ragazze, Agostino e Maria Rosa Petri, venne il figlio maschio l’ingegner Ferdinando che ereditò la fattoria, che già esisteva nelle mappe leopoldine come Colle Falcone, in una posizione poco fuori Suvereto. Le figlie Rosa e Paola la ricevettero dall’ingegnere e la gestiscono da anni con i loro consorti Paolo Musi e Vittorio Falciani e ora sul proscenio si affaccia la 4ª generazione.
Le sorelle Musi hanno rappresentato la famiglia al concorso enologico internazionale organizzato dall’associazione nazionale Città del vino, col patrocinio del ministero delle Politiche agricole e forestali. L’associazione Città del vino tra l’altro, patrocina e sovrintende al Palio nazionale delle botti, manifestazione folcloristica proposta e sollecitata a suo tempo da Suvereto.
Il prodotto più importante per l’azienda Il Falcone fino al dopoguerra era per tradizione diffusa l’olio, con le sue 4mila piante, di cui qualche centinaio sono magnifici esempi secolari, dalle quali da tre anni si ottiene un prodotto con tecniche biologiche integrali. Il vino inizialmente nel suveretano si teneva per uso domestico o per venderlo in damigiana a parenti e amici, ora la valorizzazione della zona con importanti cantine ha portato a grosse produzioni e Il Falcone possiede una decina di ettari di vigneti dedicate per il 20 per cento ai bianchi e l’80 per cento ai rossi con uve toscane e internazionali. Non si tratta certo del primo riconoscimento per il “Vallin dei Ghiri”, presente anche su guide specializzate, un vino ottenuto con uvaggio Syrah, invecchiato venti mesi in barrique di rovere Allier di media tostatura e affinato dodici mesi in bottiglia. Ha 13 gradi e mezzo, un colore rosso rubino intenso che gli esperti hanno riconosciuto «speziato, elegante, molto schietto, armonico, morbido, persistente, pieno…». È un vino che si accompagna a meraviglia con formaggi stagionati, carni alla griglia e zuppe di pesce. Affezionati consumatori sono anche i molti stranieri che un po’tutto l’anno frequentano l’agriturismo sorto dalla ristrutturazione della casa dei contadini, che un tempo abitavano la fattoria e quella del pastore, e che offre anche una piscina panoramica riscaldata a 28°C. –
Michelangelo Pasquinelli
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