Italia
«Sì a nuova ricettività ma non nel Parco»
L’ex assessore indica come il vero ambito di riqualificazione per finalità turistiche sia quello della centrale di Tor del Sale
piombino. «Si parla di una previsione che era già inserita nel vecchio Piano particolareggiato della Costa est, scaduto nel 2011, e mai realizzata, e di tipologie ricettive dove il protagonista è il legno e poco più». Così Martina Pietrelli, in passato assessore a Piombino, interviene sulla previsione di allestire una struttura ricettiva nel bosco della Sterpaia. «È un’idea che non convince neppure me, ma che tutto è tranne che una cementificazione».
La previsione urbanistica «ha già passato il primo vaglio della Conferenza di copianificazione regionale, in virtù del rispetto delle regole e delle prescrizioni di un Piano di indirizzo territoriale/ Piano paesaggistico regionale realizzato e fortemente voluto dall’allora assessore regionale Anna Marson, oggi tra i firmatari dell’appello promosso da personalità del mondo universitario e ambientalista. Perché, dunque, si parli di cementificazione non si capisce, se non pensando che si voglia alzare un muro a qualsiasi ipotesi di intervento e trasformazione all’interno del Parco della Sterpaia, utilizzando la dietrologia che vede la speculazione edilizia dietro ogni tipo di proposta di investimento legata al settore turistico e l’ideologia del lasciare tutto come è. Ma tutto come è non si può lasciare, basta andarci alla Sterpaia per capire che quel luogo ha bisogno di interventi importanti».
Pietrelli si dice stupita «di come il mondo ambientalista poco si preoccupi del fatto che interi tratti di pineta siano letteralmente scomparsi, di come l’erosione costiera avanzi e la duna arretri insieme alla sua vegetazione, di come il progetto Sterpaia, legato alla coltivazione e produzione dei grani antichi e delle farine sia sparito dai radar, di come il bosco planiziale sottratto alla lottizzazione di Riva Verde resti lì, abbandonato, chiuso, sconosciuto a tanti, non più visibile e inserito in alcun tipo di percorso naturalistico o ambientale».
Ed è dispiaciuta nel registrare che «da alcuni anni ormai, gli investimenti e le politiche di valorizzazione pubbliche si sono fermati e che, più passa il tempo più si fa strada l’idea insidiosa che il Parco sia un freno allo sviluppo dell’economia balneare e turistica, un peso che gli operatori della costa devono in qualche modo sostenere per poter lavorare, quando invece, è bene non dimenticarselo, senza il Parco della Sterpaia oggi la Costa est di Piombino semplicemente non esisterebbe per come è riconosciuta e apprezzata».
Secondo Pietrelli «il punto è che, come tutte le cose umane, anche i processi virtuosi hanno bisogno di essere sostenuti e accompagnati nel tempo, di evolversi, per non degradarsi e perdersi. Andrebbe innanzitutto riaffermata una visione strategica del ruolo del Parco e pianificati una serie di interventi urgenti e prioritari: parlo delle piste ciclabili, dei parcheggi e della mobilità in generale, dei servizi, dei percorsi naturalistici, della ripiantumazione della pineta e di interventi strutturali per gestire il fenomeno dell’erosione, azioni che sono in grado di aumentare il valore complessivo di quel luogo. E servirebbe una sorta di chiamata alle armi di tutti gli operatori della Costa per partecipare insieme alle istituzioni pubbliche a questo percorso».
La previsione del «mini villaggio ecosostenibile non mi pare utile a raggiungere questo obiettivo, ma piuttosto mi sembra un intervento puntuale, peraltro vecchio, e con un numero di posti letto insufficiente per stare in piedi economicamente una volta realizzato. Forse sarebbe stato meglio quei 100 posti letto renderli disponibili per qualche piccolo ampliamento delle strutture già esistenti, e per far decollare la foresteria del Parco che non si è mai realizzata e che anche questo Piano strutturale ripropone. E poi mettere altra ricettività nel Parco della Sterpaia non mi sembra una scelta anche perché il vero grande ambito di riqualificazione e intervento per finalità turistiche è quello della centrale di Tor del Sale, dove ci sarebbe lo spazio, la possibilità e soprattutto la necessità di fare qualcosa di utile e importante per Piombino». E conclude: «So bene che dire questo significa buttare il cuore oltre l’ostacolo, ma è quello che dobbiamo fare se vogliamo sperare di dare a Piombino nuove opportunità di lavoro e di crescita. E ovviamente lavorare sodo, tanto, con ostinazione per portare a casa il risultato». —
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