Il Tirreno

un nostro lettore 

«Quel rifiuto a priori di qualunque opera»

«Quel rifiuto a priori di qualunque opera»

Dito puntato contro le associazioni ambientaliste  Dalle previsioni urbanistiche allo sviluppo del turismo 

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piombino. Parte dalle prese di posizione di Legambiente e Wwf Val di Cornia un nostro lettore che interviene nel dibattito aperto sulle previsioni del Piano strutturale intercomunale di Piombino e Campiglia Marittima. «Leggo le critiche delle associazioni ambientaliste che vogliono manifestare contro ogni possibile intervento in Costa Est, alle Fabbricciane e Baratti, che miri a potenziare l’offerta turistica del nostro territorio – scrive –. Rifiutano la realizzazione di una qualunque struttura volta a soddisfare le aspettative di una moderna società, pur nel rispetto dell’ambiente che oggi si deve maggiormente ricercare perché troppo disastrato».

C’è una domanda che il nostro lettore rivolge ai rappresentanti delle associazioni ambientaliste. «Ritornando alle critiche che muovono verso progetti proposti in occasione della revisione del Piano strutturale, vorrei chiedere loro: siete mai stati in Costa Est e a Baratti in estate? Avete mai valutato l’inquinamento atmosferico, ambientale e acustico prodotto dalle migliaia di auto che vogliono raggiungere il mare e che impediscono il godimento di quei magnifici litorali? ». Che prosegue: «Da anni si parla di allontanare le auto da quei luoghi, ma non ho mai assistito a manifestazioni in appoggio a tali progetti. Perché in Costa Est non si creano parcheggi a nord della Geodetica e si attivano servizi navetta verso la spiaggia?».

E così per Baratti, «dove il progetto parcheggio in zona Caldanelle e servizio di navetta non è mai stato attivato. Inoltre, perché piste ciclabili e pedonali stentano a decollare? Vogliamo esaminare l’area delle Fabbricciane? Manufatti sorti un po’ ovunque senza regole, campi incolti, siti irraggiungibili per presenza di rovi ed erbacce, strade vicinali non percorribili perché totalmente danneggiate. Come si può notare, la situazione generale è abbastanza critica ma, chissà perché, le associazioni ambientaliste prendono posizioni solo perché vengono presentati progetti di sviluppo turistico che dovrebbero essere attenzionati solo per il rispetto di specifiche norme ambientali. Forse lo fanno per una forma di egoismo a difesa del privilegio di godere in maniera esclusiva delle bellezze del proprio territorio?». La crisi siderurgica, conclude «iniziata alla fine degli anni ‘70, fece capire che occorreva diversificare l’economia del nostro territorio; furono fatte dichiarazioni che c’era la volontà e l’impegno di sviluppare il settore turistico per compensare i posti di lavoro che venivano a mancare nell’industria. Ebbene, sono trascorsi oltre 40 anni ma nulla è ancora stato fatto. Di chi è la colpa?». —

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