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Falda, cresce il livello d’acqua e arretra l’intrusione salina

Falda, cresce il livello d’acqua e arretra l’intrusione salina

Il bilancio del presidente del consorzio di bonifica del progetto Life Rewat Vallesi: «Negli ultimi tre anni la ricarica dell’acquifero è sempre aumentata»

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campiglia. La misura la danno i numeri. Quelli che mette sul tavolo il presidente del Consorzio di bonifica Toscana Costa, Giancarlo Vallesi. L’ente è capofila del progetto Life Rewat, sviluppato con Scuola Sant’Anna di Pisa, Asa Spa, Regione Toscana e la collaborazione dei Comuni di Campiglia Marittima, Piombino e Suvereto, tira le somme. «Negli ultimi tre anni la ricarica dell’acquifero è aumentata a un tasso di circa 2,5 milioni di metri cubi all’anno – dice Vallesi –. E c’è stato un aumento generalizzato dei livelli di falda di circa 1,5 metri all’anno. Questa primavera si è inoltre osservata una iniziale regressione del fenomeno dell’intrusione salina».

Dai numeri alla vetrina della trasmissione Superquark, il programma televisivo ideato e condotto da Piero Angela, che al progetto Life Rewat questa sera alle 21,30 su Rai Uno dedica un servizio. Al centro della vetrina televisiva l’esempio di gestione sostenibile e partecipata delle risorse idriche in Val di Cornia e i risultati che sono stati raggiunti in questi anni.

Cinque gli interventi dimostrativi realizzati dal progetto Life Rewat. Tra questi l’impianto di ricarica della falda in condizioni controllate in località Forni a Suvereto, che rappresenta la prima realizzazione di questo genere in piena operatività in Italia, e che ha consentito di infiltrare in falda circa 500mila metri cubi all’anno. Inoltre, la riqualificazione morfologica di un tratto disperdente del fiume Cornia, sempre in terra suveretana, che ha incrementato di circa 1,5 milioni di metri cubi all’anno la ricarica “naturale” della falda.

Rientrano nel progetto gli interventi di riduzione delle perdite nell’acquedotto nella città di Piombino, che hanno prodotto la riduzione delle perdite del 5 per cento e una diminuzione di acqua emunta, quindi risparmiata, pari a circa 460mila metri cibi all’anno e un risparmio economico di 200mila euro.

C’è poi l’impianto di irrigazione di precisione per il risparmio idrico in agricoltura realizzato in località Caldanelle a Campiglia Marittima, che ha permesso di verificare come il sistema può diminuire del 75 per cento la quantità di acqua necessaria rispetto all’irrigazione tradizionale ad aspersione e senza penalizzare le rese produttive. Inoltre, l’impianto di riutilizzo delle acque reflue per l’irrigazione del campo sportivo a Campiglia Marittima, con cui è stato possibile recuperare circa 4.500 metri cubi all’anno di acqua reflua da riutilizzare per l’irrigazione del campo stesso, sperimentando anche le procedure autorizzative che hanno aperto la strada ad altri progetti di riuso delle acque reflue come quello di Guardamare a San Vincenzo. Dal consorzio viene sottolineato che il monitoraggio dei punti di prelievi agricoli testimonia una riduzione dei prelievi irrigui e una maggiore attenzione del mondo rurale nell’uso dell’acqua. —

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