Il Tirreno

solidarietà 

Donazione in memoria di Federica Marcuccio alle Cure palliative

M.M.
Donazione in memoria di Federica Marcuccio alle Cure palliative

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piombino. Donazione alle Cure palliative di Piombino in memoria di Federica Marcuccio, la giovane studentessa di Medicina scomparsa a maggio di tre anni fa al culmine di una lotta impari contro la malattia. «Federica è ancora presente in ognuno di noi e ci ha lasciato un enorme dono: la voglia di vivere! – dice la mamma Luisella Lorenzini –. Di vivere una vita piena di gioia e di amore». Con il marito Giuseppe Marcuccio ad agosto 2020 hanno organizzato una raccolta fondi in memoria della figlia. «A Federica nell’occasione del suo compleanno dissi che le avremmo fatto un regalo, ebbene grazie alle donazioni e al sostegno dell’associazione Scudo è stato possibile farglielo».

Installato nel reparto un sistema di separazione per le postazioni di cura dei malati che afferiscono al Day hospital oncologico. La presidente di Scudo Lara Mugnaini sottolinea il valore del dono che «rappresenta un ulteriore passo per migliorare il comfort assistenziale dei malati che affrontano cure attive contro il cancro e centra in pieno l’obiettivo principale che si prefigge la nostra associazione. Purtroppo a causa dell’emergenza Covid ci sono stati un po’di ritardi nella consegna del materiale, ma siamo contenti del risultato raggiunto».

Il responsabile del Day hospital oncologico Francesco Dargenio ringrazia i genitori di Federica, l’associazione Scudoe «tutti coloro che con il loro contributo hanno reso possibile la realizzazione del progetto – sostiene –. La targa commemorativa che affiggeremo nei locali di cura è un mio piccolo dono a Federica che è stata una studentessa di Medicina all’Università di Pisa. Recentemente ho sostenuto l’iniziativa promossa dai genitori tre anni fa all’ufficio del Rettore per ottenere il riconoscimento della laurea alla memoria. Purtroppo l’istanza è stata respinta, ma in cuor mio sono convinto, al di là dei regolamenti e ben conoscendo e apprezzando la famiglia, che se la salute di Federica non fosse stata compromessa e la sua vita prematuramente interrotta dal cancro lei sarebbe diventata una eccellente collega e portato lustro alla nostra disciplina». – M.M.

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