Sicurezza
«Si dica che qui non nascerà più nessuno»
Così il Comitato Villamarina dopo il vertice con l’assessore Bezzini, la direttrice Casani e il responsabile del progetto Bellomo
piombino. Si dica chiaramente che all’ospedale di Piombino non nascerà più nessuno. Lo hanno chiesto i rappresentanti del Comitato Villamarina all’incontro con l’assessore regionale alla sanità Simone Bezzini, la direttrice dell’Asl Maria Letizia Casani e il responsabile del progetto Valli Etrusche Francesco Bellomo, incontro ottenuto dopo 135 giorni di protesta.
I manifestanti hanno posto l’accento «sul principio costituzionale del diritto alla salute, che deve valere per tutti i cittadini indipendentemente dal loro luogo di residenza. La divisione della Toscana nelle tre macro-aree ha mostrato criticità a carico di varie zone nella regione, tra le quali una delle più in affanno è proprio la fascia di territorio che va da Livorno a Grosseto. Alla direttrice Casani sono state ricordate le carenze in molte unità operative e servizi che impediscono la normale attività all’interno dell’ospedale piombinese, e si è fatto presente che le promesse fatte sulla stampa da parte dei presidenti di Regione, assessori regionali alla sanità, nonché consiglieri regionali, dal 2016 a oggi, sono rimaste purtroppo solo sulla carta e ancora in attesa di risposte concrete. Lo stesso per quanto riguarda lo spostamento e potenziamento del pronto soccorso, che non può limitarsi al solo problema edilizio ma deve avere una sua efficienza con implementazione dei servizi e del personale previsti dallo stesso Piano regionale, ma a tutt’oggi in questo assenti».
Il Comitato ha chiesto dunque «che sia detto chiaramente che a Piombino non nascerà più nessuno, affinché i cittadini sappiano e si evitino le solite manipolazioni di carattere politico il cui unico fine è fare demagogia. Inoltre è stato fatto presente che la procreazione assistita di primo livello e la formazione del personale con simulazioni di emergenza/urgenza in sala parto sono solo attività complementari che appaiono più parziali compensazioni alla scomparsa dell’ostetricia e di conseguenza alla neonatologia».
«Il fortuito parto avvenuto sull’ambulanza pochi giorni dopo l’incontro con l’assessore – aggiungono – è simbolico della reale situazione, e più di mille parole mostra le reali criticità del servizio su questo tema».
«Sia l’assessore che la direttrice – prosegue la nota – pur ricordando ai partecipanti che alcuni concorsi sono in divenire (per esempio il responsabile di ostetricia e ginecologia sarà nominato solo a gennaio 2022), hanno ammesso che la situazione a Piombino è problematica, anche in base alla carenza di personale medico, e la poca disponibilità dello stesso a venire a Piombino. In tal senso abbiamo fatto osservare che tutto questo risale a scelte politiche degli anni passati che hanno portato alle gravi carenze di medici su tutto il territorio».
«Da parte dell’assessore e della direzione aziendale – concludono – c’è stato l’impegno a proseguire questo utile scambio di idee con nuovi incontri, al fine di confrontare idee, esporre problematiche e giungere magari a soluzione appropriate. Abbiamo invece chiesto, più pragmaticamente, e memore delle promesse non mantenute del passato, di conoscere i vari cronoprogrammi per le azioni promesse». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
