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Un tragitto da 20 minuti per arrivare all’Elba

Un tragitto da 20 minuti per arrivare all’Elba

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PORTOFERRAIO. Sono due le tipologie di intervento prevalenti. Quello primario, che va sul territorio. «Per intenderci – spiega il, comandante Valduga – interveniamo in modo diretto sul luogo dell’evento, ad esempio incidenti stradali, soccorso ad escursionisti che sono traumatizzati in un certo luogo; quindi i soccorsi secondari, ovvero trasferimenti interospedalieri, come nel caso dei voli per l’ospedale di Portoferraio. Preleviamo il paziente e lo trasportiamo generalmente in un altro ospedale più attrezzato con possibilità di intervento e cura maggiore rispetto a quello di partenza».

Una volta in possesso di tutte le informazioni, i membri dell’equipaggio si incamminano verso l’elicottero parcheggiato sulla piazzola di sosta, il personale sale a bordo e comincia il viaggio. «Mettiamo in moto, effettuiamo le nostre checklist (serie di controlli, ndr) e decolliamo per Portoferraio, che raggiungiamo in circa 20 minuti, con un volo di trasferimento in linea retta, salvo condimeteo particolari che potrebbero richiedere delle deviazioni. Arrivati su Portoferraio ci predisponiamo per la manovra di atterraggio.

Una volta sull’elisuperficie vengono spenti i motori, il medico e l’infermiere vanno a prelevare il paziente che viene trasportato con l’ascensore e con gli addetti dell’ospedale. Viene collocato a bordo una volta che il dottore e l’infermiera lo hanno sistemato nel modo sanitario adeguato. Mettiamo allora in moto l’elicottero per la ripartenza. Effettuati i controlli tecnici, decolliamo per i nosocomi di Pisa o Livorno, oppure Grosseto stesso, e raramente Siena alle Scotte. Il 90% dei viaggi è rivolto a Livorno e Pisa e siamo in 25-30 minuti alla prima meta o 30 –35 nel secondo caso. Nell’ultimo periodo pazienti con patologia cardiologica sono stati trasportati su Grosseto e in tal caso siamo operativi di nuovo in modo più veloce rispetto al dover andare altrove».

Ma quali sensazioni prevalgono durante queste missioni? . «Ci sono elevate aspettative per il soccorso con l’elicottero – dice – che rappresenta una risorsa notevole in generale, ma ancora di più per i pazienti delle isole. Noi dobbiamo essere esclusivamente impegnati nella condotta del mezzo, sulle nostre procedure, affinché il volo possa essere condotto nella massima sicurezza. La sicurezza per noi riveste il ruolo cardine in tutte le nostre azioni. Non siamo legati alla patologia in corso e in concreto non dovremmo essere neanche a conoscenza del motivo del trasporto. L’importante è che il volo vada a buon fine e l’aspetto sanitario invece è tutto in mano ai medici e agli infermieri. Noi dobbiamo far tornare tutti a casa senza alcun problema connesso al volo, ogni giorno, per questo il nostro servizio è di grande impertinenza per la comunità». –

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