Sicurezza
Vaccini e varianti: così le scuole si preparano al prossimo anno
Zottola (Isis Carducci): «Coperto quasi il 100 per cento di docenti e personale» Maccanti (Isis Einaudi): «Noi siamo pronti, spero che lo siano anche i genitori»
piombino. Piano vaccinale e riapertura delle scuole: a che punto siamo? È di pochi giorni fa la dichiarazione del generale Figliuolo circa la necessità di convincere 215mila insegnanti e operatori scolastici a procedere alla vaccinazione per poter garantire un ritorno a scuola in sicurezza. Del resto se è vero che i cancelli si sono appena chiusi, portando a conclusione un anno scolastico tra i più difficili che si siano mai visti, lo è altrettanto che (piaccia o no) il suono della campanella non è poi così lontano dato che tra 65 giorni riprenderanno le lezioni. Argomento che probabilmente appassionerà poco gli studenti ma che invece si rivela di estrema importanza a livello organizzativo per una categoria delicata e importante per il futuro professionale dei ragazzi. Quello della vaccinazione e della sua eventuale obbligatorietà, introdotta recentemente con il decreto 44/2021 per il solo comparto sanitario, è un tema molto dibattuto specie se riferito ad alcuni settori come lo sono appunto quello medico e quello scolastico, in cui il rapporto con gli altri è diretto e inaggirabile. Ad allarmare sono le varianti del Covid-19, in particolare la Delta che anche in Italia ha recentemente causato un lieve incremento dei contagi, mentre in Gran Bretagna ha fatto registrare una drastica impennata. Ma come si stanno organizzando gli istituti scolastici di Piombino?
«Stando ai dati in mio possesso – commenta Sabrina Zottola, dirigente Isis Carducci Volta Pacinotti – quasi il 100% del personale docente e Ata ha aderito alla campagna vaccinale, cosa che ci permetterà di pensare a un inizio di anno scolastico in maniera relativamente più rilassata. La verità è che la vaccinazione è importante (anche se non credo si possa rendere obbligatoria per rispetto delle libertà di pensiero di ognuno) ma non del tutto risolutivo, in quanto anche dopo l’inoculazione delle due dosi non è escluso che si possa contrarre il virus. Perciò sarà indispensabile, anche in base alle ultime direttive, continuare a utilizzare la mascherina e a rispettare il distanziamento sociale. Al momento, dopo un anno così complicato, siamo tutti stanchi ma comunque già al lavoro anche per i corsi di recupero e gli esami di agosto che riguarderanno un discreto numero di studenti. Date le difficoltà si è preferito, laddove possibile, dare una seconda chance anziché ricorrere alla bocciatura».
Percentuali confortanti anche quelle riportate da Carlo Maccanti, dirigente Isis Einaudi Ceccherelli: «Ovviamente per motivi di privacy non ho la possibilità di conoscere l’esatto numero di personale vaccinato, oppure se abbiano effettuato una sola o entrambe le dosi. Di certo non ho ricevuto segnalazioni di persone ostili. Il problema – prosegue Maccanti – è semmai l’ingente numero di docenti non di ruolo provenienti da fuori zona e di cui chiaramente non so nulla. L’anno scolastico a settembre si aprirà di nuovo con regole e restrizioni ma esiste un protocollo che ormai ben conosciamo per cui nel caso ci faremo trovare pronti. Piuttosto ciò su cui non garantisco è la pazienza dei genitori e le loro eventuali reazioni trovandosi ancora di fronte a limitazioni da osservare. Quanto alla vaccinazione, ritengo sia importante per chiunque stia al pubblico, ma non può essere certo compito di un dirigente dettare imposizioni in tal senso, che semmai dovrebbero arrivare dall’alto. Credo che in Italia bisognerebbe far pace con due tendenze divergenti: il diritto alla salute e quello alla libertà di pensiero. Qualcuno dovrebbe prendersi la responsabilità di stabilire una volta per tutte una scala di valori cui doversi attenere». —
Sara Chiarei
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