Sicurezza
Ultimatum del Comune «Stop ai vandalismi o il campetto si chiude»
MARINA DI CAMPO. Un vero aut aut dell’amministrazione comunale per il campetto della Pinetina, dopo i numerosi episodi di danneggiamento che si sono susseguiti. «O si rispetta il luogo pubblico, oppure saremo costretti a limitarne l’utilizzo».
È l’appello che gli amministratori campesi, lanciato sulla pagina istituzionale Fb confidando nella collaborazione. «Nei giorni scorsi – si legge nella nota – sono stati segnalati numerosi atti vandalici al campetto e anche alcuni comportamenti che niente hanno a che fare con lo sport e il rispetto per l’altro. Questo luogo è stato inaugurato pochi mesi fa ed è destinato ai nostri ragazzi».
Peccato, perché ne era stato fatto solo di recente il restyling con la conseguente cerimonia d’inaugurazione. Il campetto della pinetina con vista mare è il luogo dove generazioni di campesi hanno trascorso interi pomeriggi insieme a giocare a calcio. Da anni però le condizioni del manto sintetico di copertura erano fatiscenti e anche la recinzione mostrava i segni del tempo come le porte e la rete para palloni. Dopo l’intervento di manutenzione straordinaria terminato nel febbraio scorso, la giunta Montauti l’aveva inaugurato.
«Siamo felici di questo restyling che ha rimesso a nuovo il nostro storico campetto al quale siamo tutti legati – dice l’assessore allo sport Daniele Mai – Speriamo di tornare presto alla normalità così da vedere i nostri ragazzi tornare al campetto. Lì ci sono lo sport, gli amici e la ritrovata libertà in riva al mare».
Dopo aver eseguito molti lavori di recupero ambientale con un impegno di spesa importante per rendere il campetto di nuovo agibile ecco gli atti di vandalismo. «Per questo – conclude il messaggio – siamo a chiedere di rispettare un luogo pubblico invitando tutti quelli che ne fruiscono di adottare comportamenti corretti. L’amministrazione ha deciso di lasciare libera la fruizione del campo e anche di metterlo a disposizione per le associazioni per gli allenamenti. Confidiamo nel senso di responsabilità e nell’educazione, altrimenti siamo pronti a fare un passo indietro». —
L. C.
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