Il Tirreno

A carpani 

Ripulita in poche ore la panchina arcobaleno sporcata dai vandali

Giuseppe Boi
Ripulita in poche ore la panchina arcobaleno sporcata dai vandali

Nuovo episodio d’odio dopo il precedente danneggiamento in largo Donatori di sangue. Mammini: «È un’intimidazione» 

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Giuseppe Boi

Portoferraio. I vandali hanno agito di notte, coperti dal buio. I volontari dell’associazione Carpani, insieme ad alcuni consiglieri comunali ed esponenti politici, hanno fatto tutto nel pomeriggio, alla luce del sole. I primi hanno sporcato di fango e chissà cos’altro la panchina arcobaleno con la sua targa per la giornata dell’omo-bi-transfobia inaugurata appena sabato scorso nei giardini di Carpani. I secondi hanno risposto al gesto di odio e intolleranza rimettendo le cose a posto: grazie al loro impegno la panchina era di nuovo pulita e utilizzabile da tutti.

A rimettere le cose a posto sono stati: Arturo Mancusi del comitato Carpani e i consiglieri comunali Simone Meloni e Carla Mibelli insieme alla presidentessa del consiglio Delia Scotto e al segretario del Pd di Portoferraio Massimo Scelza.

La panchina arcobaleno è dunque tornata a disposizione di tutti ma resta lo sgomento per un gesto di odio che arriva solo poche settimane dopo gli atti vandalici contro la panchina arcobaleno in largo Donatori di sangue. «I cittadini di Portoferraio hanno avuto la conferma che vi sono persone che di diritti non ne vogliono sentire parlare – sottolinea l’avvocato Matteo Mammini –. A ridosso dell’inaugurazione della panchina, alcune persone anche tra le istituzioni sostenevano che il primo danneggiamento fosse un “semplice” gesto vandalico e non contro le persone Lgbti. Altri dicevano che la prima panchina a Portoferraio si fosse rotta perché già malmessa, una persona sovrappeso avrebbe provocato una rottura, problemi di infiltrazioni, addirittura è stato scritto che fossi solo io ad essere convinto che fosse un gesto omobitrasfobico. Ora, inaugurata la seconda panchina arriva il secondo gesto vandalico. Un gesto ancora più forte ed evidentemente intimidatorio. L’isola d’Elba e Portoferraio hanno un problema di omobitransfobia, frutto, anche, di una mentalità che vede nei gesti simbolici per i diritti umani fondamentali, e quindi diritti di tutte e tutti, solo manifestazioni di promozione partitica e personalismi». –

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di Redazione web