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Ticciati e la denuncia per il bambino ferito «Sindaci non tutelati»

M.M.
Ticciati e la denuncia per il bambino ferito «Sindaci non tutelati»

L’episodio risale a un anno fa, quando si ruppe una panchina «Anche per questo sarò a Roma a manifestare con l’Anci»

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CAMPIGLIA. Una porzione dello schienale di una panchina in cemento cede all’improvviso. A ferirsi a una mano è un bambino. È passato un anno dall’incidente, accaduto in una via di Venturina. A distanza di alcune settimane dall’episodio la sindaca Alberta Ticciati è finita al centro di una denuncia penale per mancata manutenzione e controllo.

«Come avrei potuto controllare? Tra l’altro quella strada è stata rifatta tutta, compreso l’arredo urbano, nel secondo mandato della sindaca Rossana Soffritti a cui sono succeduta. Dispiace per il bambino e la famiglia ma la responsabilità di episodi come questo non può ricadere penalmente su un sindaco. Non vedo quale sia la connessione». Ticciati viene allo scoperto alla vigilia della manifestazione convocata dall’Anci, l’Associazione nazionale dei Comuni d’Italia, che si terrà a Roma oggi a partire dalle 12. Sfilerà così come centinaia di altri sindaci per porre all’attenzione delle istituzioni le condizioni normative nelle quali oggi operano i primi cittadini, e proporre soluzioni correttive che consentano loro di continuare a lavorare per le comunità in un clima di maggiore serenità.

«Come tutti i sindaci che conosco anch’io per provare a tutelarmi pago di tasca mia un’assicurazione personale per colpe gravi _ dice Ticciati _ Resto convinta che quando si compiono scelte sbagliate o errori si debba pagare ma devono essere riferibili ad accuse concrete. Quello del bambino che si è ferito è solo un piccolo esempio».

«Sarò a manifestare un disagio diffuso – prosegue – che va al di là delle appartenenze politiche ed è a difesa delle istituzioni. Quando scegli di candidarti, all’ambizione personale si uniscono la passione civile e la volontà di dare un contributo alla tua comunità. Non è certo un compito che ti assumi per l’indennità che percepisci. Nel mio caso guadagno come se avessi continuato a svolgere il mio lavoro da dipendente, al prezzo tra l’altro di giornate meno tranquille e qualche notte insonne. A Roma sarò presente anche al presidio organizzato dai sindacati a difesa del polo siderurgico di Piombino, perché è una questione che va oltre i confini amministrativi». —

M.M.

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