Il Tirreno

«Sono un ribelle di natura A Piombino ci divertiremo»

Sara Chiarei
«Sono un ribelle di natura A Piombino ci divertiremo»

Eugenio Finardi domani aprirà la seconda edizione del Festival 20 Eventi «Cos’è la libertà? La riconosciamo solo quando ci manca, come la felicità»

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Sara Chiarei

piombino. Componi il numero e dall’altra parte trovi una voce inconfondibile e accogliente, di quelle che hai la sensazione di conoscere da una vita, e in un certo senso è proprio così. Chiacchierare con Eugenio Finardi significa partire con lui per un viaggio che a che fare con la libertà, la ribellione, le immersioni subacquee e il desiderio di volare.

Ha vissuto l’adolescenza tra Milano e Boston, cosa l’ha influenzata maggiormente?

«Sembrerà strano ma in realtà sono nato dentro la musica, più che esserne influenzato. Mia madre era uno strumento musicale, un soprano americano giunta in Italia per studiare alla scuola della Scala appena riaperta da Toscanini dopo la seconda guerra mondiale. Da lei ho ereditato la vocazione per la musica classica italiana, non a caso un musicologo ha definito le mie canzoni italiane mozartiane. Contemporaneamente mia zia dall’America ci inviava dischi, tra questi anche bluesman come Harry Belafonte, il mio primo assaggio di musica nera».

Ama molto il blues?

«Sì, io credo che si nasca in una musica e ci si ritrovi in un’altra».

Però è partito dal rock progressive.

«La musica è fluida e alla fine va al di là di ogni etichetta».

Da piccolo cosa sognava?

«Cantare. Il primo disco che acquistai, a otto anni, fu “Le Sonate” di Scarlatti».

Quanto è ribelle?

«Molto. Ho provato a fare un test di personalità sul web ed è venuto fuori che sono “il bastian contrario”, eternamente contro. Sono un ribelle di natura. Tuttavia è inconfutabile che viviamo in un mondo molto omologato. Io spero sempre che si riscopra la realtà hippie, il riavvicinamento al tribalismo inteso proprio come vita nella tribù pensando al domani, certo, ma in maniera più naturale e meno artificiale».

Dopo 45 anni dalla pubblicazione del singolo, la musica ancora è ribelle?

«La musica ribelle c’è sempre. Vivo proprio dove centinaia di ragazzi si sono dati appuntamento per realizzare il video di un rapper in piena violazione delle regole anti Covid. Probabilmente questa è la musica ribelle di adesso. Io nella canzone parlavo di Anna e Marco che sono diventati personaggi iconici e che rappresentavano bene il loro periodo, gli anni Settanta».

Ma stiamo andando nella giusta direzione?

«Non credo».

Esistono cantanti ribelli nel 2021?

«Certo, però non dobbiamo aspettarci che lo siano nello stesso modo in cui lo erano quelli della mia generazione. Tutto è cambiato, il contesto economico sociale lo è. Del resto un giocatore di calcio odierno ha caratteristiche (anche fisiche) diverse da uno degli anni Settanta. Questo non significa che non possa essere un campione a sua volta».

Le piace volare?

«Moltissimo, sia in cielo che in mare. Ho conseguito il brevetto di volo per ultraleggeri e trascorso 250 ore in aria e altrettante sott’acqua in immersione. Attività cui ho dovuto rinunciare a causa di una fibrillazione cardiaca, infatti mi è stato tolto anche il brevetto».

Tutto questo è libertà?

«Sì e forse ancor più le immersioni perché è un volo che ti permette di essere statico. Se non tocchi, non disturbi e ti limiti a guardare, è come essere un alieno in un mondo che non ti appartiene».

Cosa è la libertà?

«Qualcosa di molto evanescente. La riconosciamo solo quando ci manca, un po’ come la felicità. Se l’hai assaggiata è difficile potervi rinunciare, uno che non ha mai baciato non sa di cosa si stia parlando, ma una volta dato il primo bacio non si vuole più tornare indietro. L’assoluta libertà è la scelta di rinunciare a essa».

E quando accade?

«Ogni volta che sali su un tram, quando ti sposi, fai figli o diventi un noto cantautore».

Cosa ci dobbiamo aspettare sul palco di Piombino?

«Ci divertiremo giocando con dell’ottima musica, per il resto non so esattamente cosa accadrà. Però ti posso assicurare che ci sarà Finardi, lo conosco bene e di certo non mancherà all’appuntamento».

Appuntamento domani al piazzale d’alaggio, ingresso libero. Apertura cancelli ore 20, chiusura 22, inizio concerto 21.45. Posti non numerati. Presentare la conferma d’ordine stampata o il Qr Code ricevuto in fase di prenotazione. –

© RIPRODUZIONE RISERVATA



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