Il Tirreno

Portoferraio 

L’Elba fa il giro del mondo con la carta dei cocktail dei barman di villa Ottone

Stefano Bramanti
L’Elba fa il giro del mondo con la carta dei cocktail dei barman di villa Ottone

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Portoferraio. Il nome dell’Elba sta facendo il giro del mondo grazie a una elegante pubblicazione di 32 pagine nata nel prestigioso Hotel elbano 5 stelle di Villa Ottone. È stata infatti creata qui la “Carta dei cocktail” di livello mondiale ideata e messa a punto dal barman Matteo Mercaldo e realizzata grazie con la collaborazione di due main sponsor quali sono Acqua Dell’Elba e Locman da anni in contatto col bar manager Paolo Stoppa.

Un’operazione in grado di fare viaggiare l’immagine dell’isola in ogni i continente, essendo stata consegnata la pubblicazione nei principali bar del pianeta. Non solo, l’edizione viene offerta ai clienti del prestigioso albergo che si affaccia sul golfo di Portoferraio. È un edifico storico fatto costruire dalla marchesa Avila Altoviti Toscanelli di Pisa nel 1860, che ha ospitato giganti della cultura come Paul Klee, Renato Fucini, Telemaco Signorini.

«La Carta internazionale dei Cocktail, – commenta Stoppa – è firmata dal mio socio Matteo Mercaldo, è stata realizzata in numerose copie e dimostra che sotto il colonnato della villa ottocentesca, dove noi agiamo nel bar, esiste una coppia che stupisce i propri ospiti. Il menù di aperitivi internazionali realizzato consente di fare un percorso sensoriale intorno al mondo, gustando ogni tipo di cocktail».

«Questa carta vuol far vivere un’emozione a tutte le persone che amano viaggiare oltre oceano, ma che a causa del Covid-19 non sono potuti partire – gli fa eco l’autore Mercaldo –. È redatta come travel magazine ed è suddivisa in tre capitoli. Il primo, “Itinerario consigliato”, propone un tour di sapori del mondo attraverso sette signature drinks. Si parte dalla Thailandia e si finisce in Polinesia attraversando l’Europa, l’America del nord e quella del sud, non trascurando i Caraibi. La seconda parte è riservata a 40 cocktail classici e contemporanei, selezionati e suddivisi nelle quattro aree del globo in cui hanno avuto origine. La carta termina con un breve listino di prodotti fermentati e distillati, riservata a chi è poco affini al bere miscelato».

Nella pubblicazione c’è anche uno “Speciale” riservato alla miscelazione asiatica e polinesiana. In sostanza una Carta drink che fa evadere il cliente dalla routine quotidiana, se non fisicamente almeno mentalmente. «Non vi resta che prenotare un tavolo al nostro bar, – conclude Stoppa – e ordinare un drink per viaggiare virtualmente verso lidi lontani, gustando aperitivi di qualità unica appartenenti ad ogni parte del mondo». «E senza bisogno di green pass», chiosa Mercaldo. –

Stefano Bramanti

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