Il Tirreno

IL libro 

“Possiamo fare qualcosa” Storie e disegni anti-mafia dei ragazzi del Carducci

Il libro è stato scritto dalle classi terze dell’istituto comprensivo di Porto Azzurro al termine di un lavoro biennale sui temi della legalità e lotta al crimine

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Porto Azzurro. «Dietro il nostro libro c’è il desiderio di non far dimenticare persone che ci hanno lasciato una testimonianza di verità e di giustizia». Con queste parole Roberta Di Maria, docente della scuola Carducci di Porto Azzurro, ha sintetizzato il perché di “Possiamo sempre fare qualcosa”, il libro scritto dai ragazzi classi terze dell’istituto comprensivo al termine di un percorso biennale sui temi della legalità e della lotta alla criminalità organizzata. Il volume è stato presentato al termine dell’anno scolastico dagli alunni e dai docenti che hanno aderito al progetto, dalla preside Lorella Di Biagio, dall’assessore alla Cultura del Comune di Porto Azzurro, Fabrizio Grazioso, e da don Francesco Guarguaglini, parroco di Porto Azzurro e cappellano del carcere.

Il titolo del libro è ripreso da una frase di Giovanni Falcone e, spiegano i ragazzi del Carducci, «rappresenta un invito rivolto a tutti, perché ognuno, nel suo piccolo, può sempre fare qualcosa per costruire una società più giusta fondata sull’onestà e non sul compromesso e sull’indifferenza». E la figura del giudice ucciso dalla Mafia è tra quelle che i ragazzi hanno inserito negli otto racconti che compongono il libro. Gli altri personaggi ricordati sono don Pino Puglisi, Rocco Chinnici, Paolo Borsellino. Un libro – coordinato e corretto oltre che da Di Maria anche da Alessandra Perego e Gabriella Lapucci – fatto di testi e delle illustrazioni realizzate dagli allievi del Carducci. —

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