Il dolore
Piombino perde un altro figlio: Mario Barsellini
piombino. Uno a uno in questi giorni se ne vanno i grandi personaggi piombinesi, quelli che a vario titolo hanno fatto la storia di questa città. Ieri ci ha lasciati anche Mario Barsellini. A settembre avrebbe compiuto 88 anni, anche se ne dimostrava molti meno. Da novembre aveva scoperto di essere gravemente malato, nell’ultimo mese le sue condizioni sono precipitate e purtroppo è rimasto lucido fino all’ultimo istante. Il suo cuore ha cessato di battere ieri alle 15. Lascia la moglie Nadia, le figlie Herica e Gabriella, lascia nipoti e tanti, tantissimi amici.
Mario era uno spirito libero e un artista a 360 gradi. Aveva mille passioni, su tutte il disegno e la scrittura. Il talento per il primo gli costò anche il posto di lavoro. Entrato in Magona nel 1948, durò poco in fabbrica. Partecipò all’occupazione del 1953, alle dure lotte di quegli anni, e realizzò una vignetta in cui raffigurava il sindaco (il quale disse di voler «cambiare colore alla città») come un imbianchino. Licenziato in tronco, emigrò in Svizzera. Qualche anno dopo tornò nella sua amata Piombino dove aprì un negozio di artigianato. Fu uno dei primi grafici, creava cartelloni pubblicitari e fu assunto anche dal Semaforo Rosso come vetrinista.
C’è anche un aneddoto curioso, che ci racconta la figlia Herica: «Babbo fu quello che disegnò la scritta sul pulmino della band di Riccardo Fogli». Cioè gli Slenders. Quel famoso pulmino che poi fu rivenduto ai Pooh, quando Fogli passò con loro. Per quel lavoro, ricorda ancora Herica, la madre di Fogli pagò Mario con una pizza.
Altri tempi, altri mondi. E un’altra Piombino. Mario questa città l’ha vissuta in pieno, partecipando e ideando gran parte delle iniziative popolari e tradizionali. Come il Carnevale, che rilanciò lui stesso a fine anni Cinquanta e come lo stesso Cicciolo, il mascherone tradizionale piombinese. Cicciolo lo disegnò proprio lui e continuò a farlo per quasi mezzo secolo. A lungo presidente del Circolo pesca sportiva “Il Porticciolo”, animatore della Sagra del pesce e di tantissime altre iniziative, Mario amava anche scrivere. Pubblicò tre libri. Uno sul Carnevale, uno sui gialli di Piombino e della Val di Cornia e uno, cinque anni fa, intitolato “Raschiafondo e Sciacquanuvole e le chiacchiere al Porticciolo”. Erano avventure di mare e di pesca veramente accadute, battibecchi divertenti, pettegolezzi, storie raccontate nella sede del Circolo a Marina tra un caffè e una partita a carte nelle giornate in cui il maltempo impediva di salpare. Ma soprattutto Mario era un marito premuroso, un padre affettuoso e un nonno fantastico. Era antifascista nel midollo, cultore delle pari opportunità quando le pari opportunità non esistevano ancora.
La salma è stata composta e trasferita nella sala del commiato di via Gori. Domattina i funerali, rigorosamente civili. Compatibilmente con la presenza del mercatino, alle 9,45 il carro funebre della Pubblica assistenza farà un giro, un ultimo giro portando Mario tra le vie del centro storico e della sua amata Marina. Poi la sepoltura. —
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