Gioco
«Se la fabbrica muore sono tutti colpevoli» I sindacati pronti a scendere a Roma
Una delegazione di lavoratori sarà ricevuta alla Camera: di Romano, Mallegni e Anselmi le prime adesioni dalla politica
PIOMBINO. Se c’è un futuro non può più attendere. Il polo siderurgico di Piombino è ormai la Cenerentola delle crisi industriali. Ne sono certi i rappresentanti sindacali Fim, Fiom e Uilm, che da troppo tempo si sentono inascoltati. Il viceministro Alessandra Todde (5 Stelle) aveva annunciato per i primi di giugno la convocazione per la vertenza Jsw. Il ministro Giancarlo Giorgietti (Lega) non ha mai risposto ai rappresentanti dei lavoratori. Sono solo gli ultimi di una lista lunghissima. La città sta ancora facendo i conti con una crisi nata nel 2009. Area di crisi complessa. Sono cambiati i colori dei governi. Tante parole, qualche impegno e nessun effetto tangibile. «Se questo territorio muore sono tutti colpevoli», dice il segretario provinciale Uilm Lorenzo Fusco. Non c’è più tempo. E la mattina del 7 luglio lo andranno a gridare sotto le finestre del ministero dello Sviluppo economico. Chissà che qualcuno non abbia un moto di dignità e scenda ad aprire loro le porte del palazzo.
Sciopero generale dichiarato da Fim, Fiom e Uilm. Il 7 luglio sindacalisti e operai scenderanno a Roma. La loro presenza è certa. Quella dei tanti che in questi mesi hanno speso parole, assunto impegni, espresso solidarietà resta tutta da decifrare. A distanza di tre giorni dall’appuntamento le adesioni scarseggiano. Arrivano dal deputato Andrea Romano (Pd) e dal senatore di Forza Italia Massimo Mallegni le prime adesioni all’iniziativa. Ci sarà anche il consigliere regionale Gianni Anselmi (Pd) sotto il Ministero. «Attendiamo le risposte ufficiali, a cui daremo risalto, da parte di tutti gli altri soggetti politici interpellati, perché il tempo sta scadendo e non ci sono più alibi, la politica deve decidere e governare», dicono dalle segreterie sindacali. Oggi l’ultimo appello, con solleciti telefonici a tutti i livelli istituzionali, dalla Val di Cornia alla Regione e a salire.
L’unica certezza è che il 7 luglio una rappresentanza sarà ricevuta dalla presidente della commissione Attività produttive della Camera Martina Nardi (Pd). «È importante che Nardi abbia accettato di riceverci, potremo porre a lei le domande a cui il ministro Giorgetti non ha mai risposto», afferma David Romagnani, segretario provinciale Fiom. E sottolinea il segretario provinciale Fim Paolo Cappelli: «La politica fino a oggi ha dormito e giocato al rimando. Oggi non è più possibile a nessun livello istituzionale. Serve una linea, devono dirci come Piombino sta dentro la produzione siderurgica nazionale».
L’unico spiraglio che precede l’arrivo a Roma è nella vertenza Liberty Magona: sarebbe lo stabilimento di Galati nell’orbita Liberty a garantire i coils da lavorare a Piombino. Non è la soluzione, ma almeno garantirebbe la ripresa delle produzioni. Spiraglio che «si apre per un’azione industriale e non certo per un’iniziativa del governo, che latita anche su questo punto», sottolineano i sindacalisti. Mentre su Jsw è proprio tutto fermo. –M.M.
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