Il Tirreno

l’isola d’elba nel lutto 

È morto Bosi, galantuomo della politica e sindaco mai dimenticato di Rio Marina

Luca Centini
È morto Bosi, galantuomo della politica e sindaco mai dimenticato di Rio Marina

Democristiano in un comune dalla tradizione di sinistra, è stato deputato e sottosegretario alla difesa del governo Berlusconi

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Luca Centini

Rio marina. «Sono Bosi». Era il suo modo di presentarsi al telefono, quando chiamava la redazione del Tirreno. Lo faceva spesso quando era sindaco. Ha continuato a farlo anche di recente quando, pur essendo lontano dalla sua amata Rio Marina, non aveva perso il legame con l’isola, la curiosità e la voglia di approfondire i problemi, di entrare nelle questioni politiche dello Scoglio.

Voleva sapere prima quale fosse l’idea del giornale su determinati argomenti, poi diceva la sua opinione. Mai scontata, mai banale, né superficiale. Questo era Francesco Bosi, dieci anni da sindaco di Rio Marina, primo cittadino democristiano in un comune dalla forte tradizione mineraria e di sinistra. Gentiluomo e cavallo di razza della politica. Aveva compiuto ad aprile 76 anni. Da tempo non stava bene, combatteva contro una malattia che, purtroppo, non gli ha lasciato scampo. E nella notte tra sabato e domenica è morto nella sua abitazione fiorentina. La notizia ci ha messo poco per arrivare all’isola d’Elba, la terra che Bosi amava profondamente. Il suo è stato un percorso politico di livello nazionale. Nella sua carriera, iniziata con la Democrazia cristiana e conclusa nell'Udc, è stato senatore e deputato, e sottosegretario alla Difesa nel governo Berlusconi II e III. Nel 2010 infine si candidò alle elezioni regionali in Toscana sfidando Enrico Rossi. Ma l’esperienza politica che gli è rimasta più nel cuore è stata quella alla guida del piccolo comune di Rio Marina, all’isola d’Elba, dal 2001 fino al 2011. Bosi era un politico di caratura nazionale, per anni è stato un lusso per l’isola. Non perdeva la pazienza e viveva la politica come confronto, senza mai demonizzare l’avversario. Per questo motivo in tanti lo ricordano con grande piacere. Tra questi alcuni suoi colleghi della politica. «Democristiano vero e centrista a tutto tondo – ricorda Pier Ferdinando Casini – Francesco ha fatto fatica ad appassionarsi negli ultimi anni alle nuove suggestioni politiche del nostro tempo, ma ha continuato ad essere sempre un osservatore acuto e vivace».

«Ci lascia un uomo cattolico impegnato da sempre in politica che sapeva tradurre i valori democratici cristiani in azioni concrete e sempre vicino e attento ai bisogni delle persone e della sua amata Toscana», aggiunge Lorenzo Cesa. «Se ne va una storia di passione e di impegno che è sempre stata profondamente rivolta e legata alla Toscana, dalle esperienze come consigliere e assessore comunale a Firenze a quella in Regione, dal Parlamento al governo nazionale», spiega il presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo a nome del consiglio. Luigi Coppola, esponente locale dell’Udc, è stato uno dei primi a diffondere la notizia della morte di Bosi: «Lo sentivo spesso, l’ultima volta poco tempo fa per la scomparsa di Nedo Poli, a cui era legato. Fra tutti gli incarichi ricoperti, quello a cui più ha tenuto è stato sicuramente diventare sindaco della sua amata Rio Marina». Lascia la moglie Marina, quattro figli, tanti familiari e amici che gli volevano bene. —

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