Il Tirreno

Addio a Polidori, un dolore che non ha bandiere: dai compagni di partito al sindaco

Luca Centini
Addio a Polidori, un dolore che non ha bandiere: dai compagni di partito al sindaco

Piombino: l'ex sindaco era un punto di riferimento al di là delle appartenenze per tanti che si sono dedicati all’attività politica

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PIOMBINO. Un uomo empatico, che sapeva ascoltare. Popolare. E che si faceva sentire soprattutto nei momenti di difficoltà. Sono alcune delle caratteristiche di Enzo Polidori raccontate da chi lo conosceva bene. Dai compagni di lunga data, da coloro che hanno condiviso con lui numerose battaglie politiche. Uno di questi è Fabio Baldassarri, anche lui ex segretario del Pci, ex sindaco di Piombino. Proprio come Enzo.

È stato uno dei primi a sapere della morte del vecchio amico. «Abbiamo vissuto una lunga fase della nostra vita politica insieme. Poi, nel 2014, le nostre strade si sono separate. Ma ci si incontrava spesso e ne parlavamo con spirito aperto. Era un uomo di straordinaria empatia. Credo che con la sua dipartita si chiuda anche un periodo della mia vita». Polidori è stato un punto di riferimento per tanti giovani che hanno intrapreso la carriera politica, entrando nel partito. Uno di questi è Andrea Manciulli: «Quando da ragazzo sono entrato nel partito ho fatto tesori dei consigli di persone come Polidori e Montomoli. Enzo era un uomo retto, aveva una grande passione e sapeva trasmetterla. E quando si creavano dei problemi lavorava sempre affinché se ne uscisse uniti».

Lorenzo Banti, esponente del Pd di Campiglia dove è stato anche sindaco, aveva un rapporto speciale con l’ex primo cittadino piombinese. «Enzo è stato uno dei sindaci più benvoluti di Piombino e anche da deputato ha sempre dato una mano alla città e al territorio – racconta – ha fatto crescere con i suoi consigli generazioni di dirigenti del partito. È sempre stato un uomo dialogante, non segava le gambe a nessuno. Questo perché era una persona di un’umanità unica».

Gianni Anselmi, ex sindaco di Piombino, lo ha ricordato così: «Con Enzo abbiamo condiviso molto. Lui sostenne la mia candidatura a sindaco quando non tutti nei Ds erano d’accordo, e lungo è stato il sentiero percorso insieme. Non sono mancati scontri anche duri, sempre ricomposti e superati da quel senso dell’interesse generale e del rigore che condividevamo e dalla stima reciproca». Anche Silvia Velo, ex parlamentare del Pd, è dispiaciuta per la notizia della morte di Polidori: «Enzo è stato una persona davvero importante nella mia vita politica e non solo. Un punto di riferimento, una persona con cui confrontarsi sempre. Un compagni come ce ne sono pochi».

Anche i politici più giovani hanno instaurato con Polidori un rapporto profondo. Alberta Ticciati, sindaca di Campiglia, lo ricorda come «un grande compagno, una persona dai valori profondi e sinceri, un uomo delle istituzioni, una persona su cui contare e a cui affidarsi».

Il dispiacere per la morte di Polidori non ha bandiere politiche. Il sindaco di Piombino Francesco Ferrari ha appreso la notizia della morte dell’ex parlamentare nel pomeriggio di ieri: «Con Enzo Polidori perdiamo un pezzo importante della storia istituzionale della nostra città. Persona onesta e schietta, per molto tempo un importante punto di riferimento anche dopo la sua lunga carriera politica, è stato esempio di un modo di governare serio, fondato sul solo amore per il territorio. Alla sua famiglia, le condoglianze mie personali e di tutto il Comune che ha avuto l’onore e l’onere di amministrare».

«Lo conoscevo da tanti anni, lui sindaco e poi parlamentare del Pci – racconta Luigi Coppola, consigliere comunale ed esponente Udc – ed io giovanissimo delegato del movimento giovanile della Dc. Ricordo che, durante una gita a Roma con la scuola, andai a salutarlo alla Camera dei Deputati e lui mi fece visitare Montecitorio. Una persona perbene, sempre disponibile a confrontarsi con tutti». —

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