Sicurezza
Il Covid non ferma il talento. Cinque i diplomati con cento
L’esame era diviso in due: portare un elaborato e sostenere un’interrogazione La preside Torresi: «Siamo contenti dei risultati, è andata abbastanza bene»
PIOMBINO. «Il 2020 resterà nella storia per il primo e unico esame in era Covid». Ne eravamo, forse, un po’ tutti convinti davvero. E, invece, nulla. Anche quest’anno per i ragazzi delle quinte è stato un esame strano, particolare, ancora condizionato dalla pandemia. Ancora una volta senza prove scritte. Il compito, per ogni studente, era diviso in due: portare un elaborato e sostenere un’interrogazione approfondita.
Più che un’interrogazione, una discussione vera e propria che ne rivelasse anche la capacità di argomentazione. Insomma, alla fine della fiera il 2021, almeno per quanto riguarda l’esame di maturità, è stato una sorta di 2020 bis. Forse solo più complicato. In due parole: pure peggio. Intanto era stata revocata la sospensione delle bocciature decisa per l’anno passato. E, almeno, da questo punto di vista, l’ansia è stata la stessa dell’epoca pre-covid. Non solo. I diplomati del 2021 hanno dovuto sopportare un anno e mezzo di pandemia, con tutte le difficoltà del caso, oltre a un esame meno semplificato rispetto a quello dell’anno precedente. In una situazione del genere c’è chi, tuttavia, ha tenuto botta, tanto da aver chiuso il percorso delle scuole superiori con il massimo dei voti. Il viaggio fra i centisti degli istituti piombinesi parte dalla scuola privata Alma Mater. Qui sono stati cinque gli studenti diplomati con 100, e sono tutti della stessa classe del liceo artistico: Emanuele Catteddu, Federico Pistolesi, Chiara Tabani, Filippo Trani, e Kevin Vannucci (per lui anche la lode).
«Erano 18 alunni interni, oltre ad alcuni esterni – spiega la dirigente Edi Torresi – Parliamo di una classe che arrivava quasi totalmente dalla prima. Ecco, se da noi si aggiungono spesso ragazzi durante il percorso scolastico, in questo caso il gruppo rappresentava il nucleo fondante. Ovviamente siamo contenti dei risultati e, in generale, è andata abbastanza bene. Quanto all’esame, più o meno è stato simile a quello del 2020. C’è stata una prova iniziale; non una vera e propria tesina, e su quella bisognava fare dei collegamenti. Diciamo che su questo fronte c’era un’incertezza che dava respiro a un’interpretazione diversa a seconda delle scuole. Noi l’abbiamo interpretata considerando il percorso dello studente, e dando meno importanza ai collegamenti. Che dire, quest’anno è stata una specie di replica del 2020 – prosegue Torresi – Anche l’andamento del percorso, le classi in didattica a distanza. Insomma, è stato un altro anno difficile per i ragazzi, forse anche peggiore rispetto al precedente. Hanno sofferto un po’ tutti, ragazzi e docenti. Però siamo arrivati in fondo, e speriamo che il prossimo possa essere finalmente un anno migliore». L’esame per i diplomati del 2021 si è tenuto, come per l’anno scorso, solo sulla prova orale per la discussione in presenza. A casa gli alunni hanno preparato un elaborato, e in corso d’esame hanno dovuto sostenere un colloquio argomentando sui temi scelti. Stesse misure di sempre, poi, dal punto di vista concreto, con un solo ragazzo in aula per volta, distanziamenti del caso e commissione dotata di mascherina. Ma come sono arrivati a questo esame gli studenti? «Come sempre – risponde la preside Torresi – C’è chi ha tenuto duro fino all’ultimo e chi si è lasciato andare. Conoscevano già le modalità, ma sono comunque stati presi dalle solite ansie e paure. E i risultati hanno rispecchiato grossomodo l’andamento del percorso scolastico. C’è stato qualche insuccesso, ci dispiace. La nostra scuola è inclusiva e cerca di portare tutti al traguardo con una buona preparazione. In generale, comunque, siamo contenti delle votazioni». —
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