Il Tirreno

Ormai è pressing sul ministro: «Dica la verità sul sito di Piombino»

Luca Centini
Ormai è pressing sul ministro: «Dica la verità sul sito di Piombino»

Giorgetti convocato dalla commissione attività produttive. Fiom attacca: «C’è chi vuole impedirci di produrre acciaio»  

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PIOMBINO. Il pressing sul ministro allo Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti ormai è a tutto campo. A pochi giorni dalla manifestazione dei sindacati del 7 luglio, con un presidio dei lavoratori piombinesi che sarà allestito sotto la sede del ministero, il ministro in quota Lega, che fino ad oggi non ha preso posizione sulle vertenze che riguardano il polo siderurgico di Piombino, è stato convocato dalla commissione attività produttive della Camera dei Deputati. Al centro della discussione la questione della siderurgia.

«La commissione attività produttive – si legge nella nota inviata da Montecitorio – ha deciso di convocare in audizione il ministro allo Sviluppo economico Giorgetti, per avere chiarimenti rispetto a come il Governo intenda muoversi sulla questione siderurgia».

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«Abbiamo ritenuto indispensabile – ha spiegato la presidente della Commissione attività produttive della camera Martina Nardi – fare il punto su una situazione sempre più difficile dove i silenzi non aiutano, ma al contrario contribuiscono a rendere più complicata una vertenza che invece ha bisogno di estrema chiarezza sia verso sindacati e lavoratori che verso tutti i cittadini».

Al centro dell’attenzione resta il nodo di Taranto, sia chiaro, ma anche Piombino, come specifica la stessa Nardi. «Siamo di fronte ad alcuni nodi da sciogliere sia più generali e nazionali – dice – penso alla questione Arcelor Mittal, sia più locali, come Piombino, che però sono legati alla questione acciaio e alle scelte strategiche che come sistema Paese intendiamo fare anche di fronte a una fase di mancanza di materie prime. Per questo riterremmo utile conoscere dalla voce del Ministro quali siano le azioni che il Governo intende intraprendere».

«Giorgetti parli»

Giù la maschera sulla siderurgia, dunque.

L’appello più volte lanciato dai sindacati e dai lavoratori di Piombino, orma sfiancati da una vertenza Jsw che si trascina da anni, è stato raccolto nella commissione attività produttive della Camera.

A Piombino, dopo mesi trascorsi tra presidi, indiscrezioni e attese per la convocazione di tavoli nazionali, si chiede uno sforzo di verità. Non che le speranze per l’azione del governo siano particolarmente accese: «La convocazione da parte della Commissione – si limita a commentare il segretario provinciale della Fiom, David Romagnani – è una buona notizia, perché Piombino non può essere una questione locale. L’augurio è che Giorgetti finalmente dica la verità che nessuno dice, ossia che vogliono impedire a Piombino di tornare a produrre acciaio ricattando Jsw con il contratto delle rotaie».

Chiamata a raccolta

Nel frattempo i sindacati si stanno muovendo per chiamare a raccolta i lavoratori per l’iniziativa del 7 luglio. L’invito a partecipare, tuttavia, è esteso anche a tutti i rappresentanti delle istituzioni e della politica, quasi tutti appartenenti alle forze che sostengono il governo Draghi, e che hanno manifestato solidarietà ai lavoratori negli oltre settanta giorni di presidio fuori dalla portineria.

All’appello pubblico alla partecipazione, in queste ore, i sindacati hanno dato un seguito concreto, inviando - mail dopo mail - inviti formali alla partecipazione. Si manifesta sotto la sede del ministro: per i lavoratori di Piombino non è il momento di tergiversare. —

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di Redazione web