Il Tirreno

suvereto 

Addio a Simone l’abbraccio del suo paese

M.M.
Addio a Simone l’abbraccio del suo paese

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suvereto. L’abbraccio di un paese. Un dolore composto. E tanta incredulità per una morte che non trova spiegazioni convincenti in chi ha conosciuto Simone Pantosti, il 47enne maestro di arti marziali, trovato senza vita la sera del 21 giugno davanti alla sua abitazione in località Forni a Suvereto. La mattina del 29 giugno il cimitero comunale a fatica è riuscito a contenere le persone venute per stare vicino all’amico e ai suoi familiari.

«La nostra speranza è che si arrivi alla verità, non è credibile che sia inciampato nello scalino di casa». Così i familiari di Simone. Conoscendo le sue abilità da sportivo sono davvero tanti quelli che faticano a credere che sia caduto inciampando in uno scalino. Insomma, restano ancora tante le domande aperte sulla sua morte. E la famiglia chiede che le indagini non vengano archiviate.

Pantosti è stato trovato in terra di fronte ai gradini che portano all’abitazione dove viveva con la moglie Evelina Pistolesi e le due figlie, Ania e Zoe di 10 e 12 anni, un paio di metri più in basso: rannicchiato, con la testa piegata in modo innaturale, in quella che si ipotizzava come una caduta dal pianerottolo per un improvviso malore, si era rotto l’osso del collo, tecnicamente l’osso ioide. Una postura strana che ha invitato alla prudenza nel formulare qualsiasi ipotesi.

Secondo l’autopsia effettuata il 24 giugno, la morte è dovuta a un evento traumatico, un risultato che riapre e tinge di giallo un caso che ha provocato lutto in paese e accreditato come l’esito di un infarto fulminante. In realtà, i carabinieri già nelle prime ore delle indagini avevano rilevato alcuni elementi di incertezza che avevano poi consigliato la procura di Livorno a disporre l’autopsia. A destare sospetti sono anche le condizioni di stordimento in cui sono stati trovati i due cani pitbull di Pantosti.

A Suvereto per l’ultimo saluto a Simone sono arrivati da tutta Italia. Una rappresentanza di maestri e atleti di ju jitsu con indosso il kimono per il saluto tradizionale orientale. Un tributo a un amico e alla sua carriera fatta di successi e di grandi risultati: da anni Simone era commissario tecnico della World ju jitsu federation Ita-lian Management e della World ju jitsu security associa-tion. E dirigeva la sua società sportiva, la “Jutsuka” di Suvereto con sede alla palestra comunale. — M.M.

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