Sicurezza
Oggi l’ultimo saluto a Simone, ma resta il giallo
Dall’autopsia, che ha rilevato il decesso per un evento traumatico, al sospetto avvelenamento dei suoi due cani
Suvereto. L’ultimo saluto a Simone Pantosti, il 47enne maestro di arti marziali, trovato senza vita la sera del 21 giugno davanti alla sua abitazione in località Forni, questa mattina alle 10 al cimitero comunale di Suvereto. Ma restano ancora tante le domande aperte sulla sua morte. La famiglia chiede che le indagini non vengano archiviate.
A stringersi al dolore dei familiari, la moglie Evelina Pistolesi e le due figlie, Ania e Zoe di 10 e 12 anni, sarà una rappresentanza di maestri e atleti di ju jitsu che arriverà sul posto da varie parti d’Italia e vestirà il kimono per il saluto tradizionale orientale. Un tributo a un amico e alla sua carriera fatta di successi e di grandi risultati: da anni Simone era commissario tecnico della World ju jitsu federation Italian Management e della World ju jitsu security association. E dirigeva la sua società sportiva, la “Jutsuka” di Suvereto con sede alla palestra comunale.
Restano tante domande aperte sulla morte di Pantosti. Secondo l’autopsia effettuata il 24 giugno, la morte è dovuta a un evento traumatico, un risultato che riapre e tinge di giallo un caso che aveva provocato lutto in paese e accreditato come l’esito di un infarto fulminante. In realtà, i carabinieri già nelle prime ore delle indagini avevano rilevato alcuni elementi di incertezza che avevano poi consigliato la procura di Livorno a disporre l’autopsia. A destare sospetti sono anche le condizioni in cui sono stati trovati i due cani pitbull di Pantosti.
Sugli animali sono stati eseguiti dei prelievi di sangue per riscontrare la presenza di sonniferi o veleno. A distanza di giorni dall’accaduto non sarà semplice riscontrare delle tracce. I due animali la sera della tragedia non avrebbero mostrato reazioni nonostante il caos dei soccorsi. Uno dei due sarebbe stato trovato stordito e con bava alla bocca e l’altro in un campo vicino all’abitazione, pressoché addormentato.
Pantosti è stato trovato in terra di fronte ai gradini che portano all’abitazione dove viveva con la moglie e le figlie, un paio di metri più in basso: rannicchiato, con la testa piegata in modo innaturale, in quella che si ipotizzava come una caduta dal pianerottolo per un improvviso malore, si era rotto l’osso del collo, tecnicamente l’osso ioide. Una postura strana che ha invitato alla prudenza nel formulare qualsiasi ipotesi. L’unica altra ipotesi rispetto a quella del malore è quella che un ladro, magari vistosi perso per il rientro imprevisto di Pantosti, si fosse nascosto al buio sul pianerottolo, spingendolo poi di sotto per farsi strada e fuggire.
La famiglia e il legale che la assiste ritengono che vi siano ombre su cui indagare. I primi dati sull’autopsia, che richiederanno approfondimenti, e lo stato dei due cani tengono aperto il caso. Così come tutte le ipotesi, tra cui anche quella di un giramento di testa, o di un banale incidente che potrebbero avergli fatto perdere l’equilibrio e cadere all’indietro. L’episodio era accaduto nella tarda serata del 21 giugno: Pantosti era a cena in un ristorante di Suvereto con la moglie, le figlie e alcuni amici. Alle 22,30 però aveva deciso di rientrare a casa, da solo, spiegando che al mattino si doveva alzare presto. Più tardi, al rientro, la moglie, lo aveva trovato senza vita. — M.M.
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