Il Tirreno

Portoferraio 

È entrata in funzione la casa rifugio Samira L’alloggio per donne vittime di violenza

Antonella Danesi
È entrata in funzione la casa rifugio Samira L’alloggio per donne vittime di violenza

Firmata la convenzione tra l’amministrazione e la Asl Ora si attende la ratifica anche dagli altri Comuni isolani

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Antonella Danesi

Portoferraio, L’isola d’Elba ha una struttura per accogliere le donne vittime di violenza domestica, è la casa rifugio Samira. Il consiglio comunale di Portoferraio ha approvato la convenzione con la Asl Toscana nord ovest e l’associazione di volontariato Insieme per l’Elba per la gestione dei locali a disposizione per questo grave problema che riguarda anche l’isola con numeri importanti per una piccola realtà come la nostra.

Nell’ultimo anno si sono resi necessari interventi per una decina di casi di maltrattamento, perché con l’emergenza Covid-19 le situazioni di disagio si sono amplificate. Fino ad ora le persone venivano ospitate al pronto soccorso dell’ospedale elbano o nel reparto di ginecologia. «Una situazione assolutamente non facile – ha fatto presente il vicesindaco portoferraiese Luca Baldi – per una donna che subisca violenza, ancora di più se ha figli minori e devono vivere almeno due giorni in questa situazione prima di essere trasferiti nelle strutture in continente».

Ora invece con la casa rifugio c’è la possibilità di affrontare la situazione nel modo migliore per le donne maltrattate e per i figli. «Siamo alla fine di un percorso e per noi questo è un risultato molto importante – ha detto Baldi – una soluzione a cui abbiamo lavorato fin dal nostro insediamento con il gruppo rosa formato dalle donne del consiglio comunale». Hanno contribuito alla realizzazione della struttura anche l’associazione Insieme per l’Elba e il Rotary Club Isola d’Elba. «Oggi per le vittime di violenza c’è la possibilità di andare in un luogo sicuro che ha tutte le caratteristiche per dare una risposta immediata, è accreditata dalla Regione Toscana», ha annunciato il sindaco Angelo Zini.

Si tratta di una casa rifugio che offre quindi una sistemazione temporanea in attesa del trasferimento in strutture di accoglienza. Per la gestione è stata stipulata una convenzione triennale tra il comune di Portoferraio, l’associazione Insieme e Asl Toscana Nord Ovest. La casa rifugio è dotata di personale pronto all’assistenza e di videosorveglianza. Capofila del progetto è Portoferraio ma anche tutti gli altri Comuni elbani lo hanno approvato e provvederanno alla copertura delle spese di gestione che ammontano a 37.800 euro l’anno, per l’affitto dei locali, formazione e personale dipendente. Ogni Comune contribuirà con una quota parte calcolata in base al numero degli abitanti. Per quanto riguarda Portoferraio il suo impegno nei 12 mesi ammonta a circa 14 mila euro.

«Per ora siamo il primo Comune che vota a favore della convenzione per la gestione della casa rifugio– ha fatto presente Baldi – ora dovrà essere discussa anche negli altri consigli. Quando tutti avranno approvato la convenzione arriverà il 50% del contributo. A fine anno, col consuntivo verrà erogato anche il restate. Comunque la struttura è aperta e attiva. Il personale può fare accoglienza in qualunque momento. In questo modo diamo risposte a situazioni che purtroppo si stanno verificando anche sul nostro territorio». –

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