Il Tirreno

Abusi edilizi nell’ex allevamento scatta l’ordinanza di demolizione

Manolo Morandini
Abusi edilizi nell’ex allevamento scatta l’ordinanza di demolizione

Restano al centro del dibattito e dell’azione amministrativa le strutture in località Barbiconi a Suvereto

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Manolo Morandini

SUVERETO. Al di là del fronte politico ce n’è uno urbanistico. L’ex allevamento in località Barbiconi a Suvereto resta al centro dell’azione amministrativa e continuerà a far discutere per lungo tempo. Sul piano del confronto sull’opportunità o meno di dare il via libera alla riapertura dell’attività, in scia all’acquisto dell’azienda da parte della mantovana Carmo società agricola Srl, specializzata proprio in allevamento di suini, sul posto il 24 maggio si sono presentati gli agenti della Polizia municipale. Il sopralluogo ha permesso di accertare la presenza di opere edilizia abusive. Interventi a fronte dei quali è scattata l’ordinanza per la demolizione in capo alla precedente proprietà la Società Agricola Suvereto Srl di Monsummano Terme, ritenuta responsabile degli interventi.

All’azienda pistoiese, di cui risulta amministratore unico Viviano Maltagliati, vengono dati 90 giorni per la demolizione a proprie spese e il ripristino dello stato dei luoghi. Altrimenti il Comune di Suvereto farà valere l’acquisizione al patrimonio dell’ente dell’area interessata dagli abusi, rimettendo comunque le spese per la demolizione ai responsabili. Ma c’è anche una responsabilità in solido della nuova proprietà. Nel dettaglio, nell’ordinanza numero 10 del 22 giugno si elencano l’ampliamento della porcilaia, per una superficie di 48,4 metri per quattro metri, e la realizzazione di un bagno nel magazzino agricolo con pareti addossate alla struttura originaria. Entrambe le opere abusive hanno il tetto realizzato con onduline in cemento amianto. Tutte opere che hanno comportato l’aumento di volume di edifici esistenti, tra l’altro violando anche la fascia di rispetto dai corsi d’acqua.

Tornando al dibattito politico, la capogruppo di Uniamo Suvereto Cristina Solignani si riallaccia alle parole di Francesco Manenti, socio di maggioranza della Carmo società agricola Srl, che nell’annunciare la decisione di rinunciare al progetto di riapertura dell’allevamento a Suvereto ha sottolineato che «vi era stato anche un accordo di massima con gli enti contattati per la realizzazione del progetto, tra cui anche l’ufficio Tecnico del Comune di Suvereto e l’amministrazione comunale, quantomeno fino al diffondersi della campagna riportante notizie fuorvianti».

Solignani riprende le carte del consiglio comunale del 9 giugno. «La sindaca Jessica Pasquini in un atto pubblico scritto dichiara che non ci sono mai stati contatti tra lei e l’imprenditore, neppure per il tramite degli uffici comunali e della giunta, né formali né informali, né informativi, né preliminari né esplorativi”, dice la capogruppo d’opposizione. E sottolinea: «È doveroso che la sindaca, che rappresenta l’amministrazione comunale, smentisca. Si tratterebbe di un fatto di una gravità assoluta, perché non solo sottaciuto alle altre componenti istituzionali dell’amministrazione, ma perché ciò che è stato dichiarato formalmente dal sindaco è esattamente il contrario. Un fatto può essere accaduto oppure no. Se non è accaduto, dire il contrario è falso. Se è accaduto, dire il contrario è falso. Pretendiamo chiarezza».

Dal Palazzo comunale ci si affida a una nota a nome dell’amministrazione. «Prendiamo atto con favore di quanto comunicato dalla società Carmo rispetto alle intenzioni di non portare avanti la realizzazione di un allevamento intensivo di suini a Suvereto – si legge –. L’abbandono dell’idea iniziale per una conversione del progetto in altra attività compatibile con il territorio è una bella notizia che va incontro a quanto il consiglio comunale e il comitato chiedevano. Vedremo se sarà così. Chiunque voglia investire nel nostro territorio con attività compatibili e sostenibili è chiaramente il benvenuto». E conclude: «Dispiace però leggere falsità rispetto a un ipotetico benestare dell’amministrazione che non c’è mai stato, in nessuna forma, e che mai avrebbe potuto esserci in mancanza di un progetto». –

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