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la discarica di ischia di crociano  

Martedì il tavolo di crisi per Rimateria

Luca Centini
Martedì il tavolo di crisi per Rimateria

In ballo il futuro dei 41 addetti della società fallita. I sindacati: «Adesso la politica e le istituzioni trovino delle soluzioni»

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Luca Centini

PIOMBINO. Il tavolo di crisi in Regione dedicato alla vicenda di Rimateria è stato finalmente convocato. L’appuntamento è fissato per martedì prossimo alle 17 a Firenze. Presenti, oltre ai sindacati in rappresentanza dei 41 lavoratori della discarica di Ischia di Crociano e ai responsabili della Regione, ci saranno la curatrice fallimentare Federica Ozia e tutti i sindaci della Val di Cornia.

Gli addetti della azienda fallita quasi due settimane fa attendono con ansia l’incontro in Regione. In ballo c’è il futuro dei lavoratori in seguito alla dichiarazione di fallimento della società, finita subito dopo al centro di un’inchiesta aperta dalla Guardia di Finanza per bancarotta fraudolenta a altri reati di tipo societario. Quello che preme ai sindacati e agli addetti che rischiano di perdere il lavoro è capire cosa accadrà a partire dai prossimi giorni. Se ci sono margini affinché la curatrice Ozia possa garantire una continuità operativa dell’impianto, se vi è la possibilità di utilizzare qualche forma di ammortizzatore sociale per gli addetti e se, infine, sono percorribili soluzioni che prevedano un eventuale ricollocamento dei lavoratori. Ad oggi, tuttavia, novità significative non se ne vedono e la preoccupazione dei sindacati resta forte: si teme che a breve possano arrivare le lettere di licenziamento per gli addetti della discarica. A tale proposito i rappresentanti sindacali di Fp Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Fiadel Livorno, con un documento unitario, hanno lanciato in queste ore un appello alla politica e alle istituzioni. «C’è in ballo il futuro di 41 lavoratori, delle loro famiglie che rischiano già dal prossimo mese di restare senza stipendio, senza ammortizzatori sociali e senza alcuna forma di sostentamento, ma c’è anche in ballo il futuro di un territorio fortemente colpito dalle crisi industriali e non – spiegano i sindacati – con un enorme Sin tra i più grandi d’Italia che attende ancora risposte. Per noi sindacati il fallimento di Rimateria può, anzi deve essere l’occasione di ripartenza e di riscatto di un intero settore produttivo che partendo dalle bonifiche e dalle messe in sicurezza attivi il meccanismo di una vera ed effettiva economia circolare».

«È chiaro che oggi con il fallimento di Rimateria in atto spetta alle istituzioni locali e regionali in primis trovare quelle soluzioni che salvaguardino l’occupazione e di conseguenza l’ambiente, due cose imprescindibili fra loro e che procedono di pari passo – aggiungono i sindacati – Ci siamo spesi più volte nei consigli comunali, in Regione e in tutte le sedi che ci hanno visti protagonisti, su questi argomenti. Spetta quindi alla politica dare finalmente forma a quel progetto di recupero e salvaguardia territoriale che partendo dalle competenze dei lavoratori di Rimateria si allarghi fino ad interessare tutto il sito industriale di Piombino con i suoi lavoratori». –

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