La protesta
Ferrari: «Dialogo aperto ma ora ci attendiamo risposte su Villamarina»
L’assessore regionale conferma il disgelo: «Massimo impegno Sulla sanità in Toscana non ci sono territori di serie A e di serie B»
PIOMBINO. Dopo mesi di presidio all’ospedale Villamarina, il sindaco Francesco Ferrari, accompagnato dall’assessore Gianluigi Palombi, si è finalmente incontrato a Firenze con l’assessore regionale alla sanità, Simone Bezzini.
«Speriamo sia il primo passo – dicono in una nota – verso una sanità adeguata al territorio». Ferrari e Palombi spiegano di aver «colto l’occasione per ribadire le difficoltà del nostro ospedale in ordine, in particolare, ai servizi essenziali, a quelli tempo dipendenti e all’annosa questione del punto nascita. La volontà è quella di instaurare una collaborazione tra la Regione e il Comune per sviluppare un programma di interventi che, coerentemente con le innegabili difficoltà a reperire personale, restituisca al nostro territorio una sanità all’altezza delle necessità dei cittadini».
Per sindaco e assessore «certo è che la disponibilità al dialogo dell’assessore deve rapidamente trasformarsi in progetti concreti, finanziamenti e cronoprogrammi e, dunque, in azioni in risposta alle esigenze di un’intera comunità. Piombino ha bisogno di un ospedale adeguato a rispondere alle necessità del territorio: l’augurio è che questa riunione sia il primo passo verso una reale riqualificazione del nostro ospedale».
Il disgelo tra le parti è confermato dall’assessore Bezzini, che parla di «un incontro animato da spirito costruttivo. Siamo consapevoli delle difficoltà e confermiamo il massimo impegno, in coerenza con gli indirizzi programmatici e innovativi già assunti dalla giunta regionale».
L’assessore regionale alla sanità spiega dunque che «in queste settimane è prioritario sbloccare le risorse del cosiddetto articolo 20 per gli investimenti di adeguamento della struttura e su questo siamo al lavoro con il Ministero».
Sui problemi di personale a Villamarina, Bezzini sostiene che «scontiamo una difficoltà generale, comune a tutte le regioni, frutto di errori fatti a livello nazionale negli ultimi vent’anni e rispetto ai quali come Toscana da tempo chiediamo un cambio di rotta. Istituzioni e azienda sanitaria sono insieme in questo percorso, per garantire la continuità dei servizi, nuove prospettive e aumentare l’attrattività. In questa fase di cambiamento servono idee e coraggio, anche grazie agli indirizzi e alle risorse del Pnrr».
Per Bezzini dunque «non esistono territori di serie A e di serie B, la sanità toscana del futuro passa per la prossimità e la comunità, come ci insegna la pandemia». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
