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lutto a suvereto 

Benito Mastacchini si è spento a 92 anni, era il poeta-contadino

Michelangelo Pasquinelli
 Benito Mastacchini si è spento a 92 anni, era il poeta-contadino

Era uno degli ultimi cantori della storia popolare maremmana. Famoso nell’ambiente dei Maggerini, un gruppo porta il suo nome

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SUVERETO. Nella tarda mattinata di ieri si è spento Benito Mastacchini, 92 anni, nella sua abitazione all’inizio di viale Carducci a Suvereto.

Una lunga malattia ne aveva minato gravemente il fisico ma non la grande passione per la poesia e le tradizioni popolari, Suvereto e la realtà sociale dove viveva. Con lui se ne va uno degli ultimi cantori della storia popolare maremmana e più in generale toscana, un uomo semplice quanto saggio e amato da tutti, che ha trascorso la sua vita a contatto con la natura che difendeva dalle insidie del progresso.

Aveva una solida fede politica di sinistra pur evitando protagonismi e primi piani, con un profilo molto discreto, così come è stato anche autore di alcune poesie a carattere religioso, particolarmente bella l’invocazione alla Madonna recitata una sera al Ghibellino.

Nel 2019 aveva festeggiato i 90 anni con parenti, amici e autorità nel corso di una cena allestita dai Maggerini, ma anche all’inizio di quest’anno aveva pubblicato una bella poesia di speranza per la brutta pandemia.

Era nato il 3 marzo 1929 a Orbetello (Grosseto) ma si era trasferito giovanissimo, a una quindicina di anni, a Suvereto che ha considerato poi il suo vero paese, descritto e decantato nei suoi scritti ed esibizioni estemporanee.

Era molto famoso in quest’ambiente, non solo localmente ma nel più vasto ambito del mondo dei Maggerini, quei gruppi che si riuniscono, alla vigilia del Primo di maggio, tutti infiocchettati da capo ai piedi con colori sgargianti, per salutare l’arrivo della primavera.

Un rito molto antico che negli ultimi decenni ha ritrovato una sua vitalità, tanto da apparire anche nel corso dell’anno durante le manifestazioni popolari. Ogni gruppo ha i suoi suonatori, dove la fisarmonica ovviamente fa da regina, poi il coro che intona vecchie filastrocche e stornelli toscani, infine c’è il “cantore maggiolino”, come lo aveva ribattezzato proprio Benito Mastacchini che ne era il miglior interprete, a parere di tutti.

È il pezzo forte, quello che fa la fortuna e il buon nome della compagnia, in una continua simpatica concorrenza, tanto che a Suvereto ci sono due diversi gruppi, dei quali uno prende proprio il nome di Benito.

Purtroppo ormai da anni non poteva più partecipare alle nottate da un podere all’altro per far festa e rimediare dai contadini qualche dono in natura che poi servirà a organizzare la “ribotta” finale. «Primo Maggio anche quest’anno / va nei borghi e nei poderi / a parlar di fatti veri…» era uno dei motivi conduttori di Mastacchini cantore maggerino che, pur riconosciuto di grande umanità e pacatezza, affermava anche: «Io canto e scrivo nell’indifferenza / senza pensare troppo ai giudicanti / sempre col mio pensiero tiro avanti / gli altri sopporteranno con pazienza…».

Ma il valore e l’umanità del poeta contadino non poteva limitarsi agli interventi estemporanei, con parole al vento. Ed ecco che gli vengono pubblicate alcune raccolte a cominciare dal 1987 con “Cantare in compagnia” e “Vieni o Maggio” a cura del Comitato Valorizzazione, poi nel 2007 “Canti dalla collina” a cura del Comune, nel 2012 “Dal bosco alla penna” dalla Bancarella. L’ultimo è stato “Vengo dal bosco e dalla zolla” che è un po’ la sua autobiografia e uno sguardo sul mondo che lo circondava, con il suo sorriso dolceamaro. —

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