Il Tirreno

I ragazzi si riprendono le notti svegli fino all’alba e dimenticano da subito l’uso delle mascherine

Giuseppe Boi
I ragazzi si riprendono le notti svegli fino all’alba e dimenticano da subito l’uso delle mascherine

Decine di giovani e qualche adulto fino a tarda ora in calata Mazzini  nella prima volta della Toscana in zona bianca: «È una liberazione» 

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il racconto

I ragazzi passano in bianco la prima notte in zona bianca. Ore piccole per tantissimi a cavallo della mezzanotte tra lunedì 21 giugno, primo giorno d’estate e primo giorno della Toscana nella fascia di minor rischio per il diffondersi del Covid-19. Nessun problema di ordine pubblico in centro a Portoferraio, ma le mascherine sono diventate un ricordo. Lontano.

I ragazzi della movida portoferraiese hanno infatti deciso di anticipare la data fissata dal ministro Speranza che ha stabilito per lunedì prossimo, 28 giugno, il giorno da cui non sarà più obbligatorio indossare la mascherina all’aperto. Se fino a qualche giorno fa tutti portavano i dispositivi di protezione almeno al gomito o al polso, col cambio di colore tanti, troppi, soprattutto giovani e giovanissimi l’hanno lasciata direttamente a casa.

È la comprensibile voglia di normalità dopo un anno e mezzo di pandemia. È comunque un rischio perché, nonostante i vaccini e l’aiuto del clima estivo, il Covid-19 circola ancora e quanto sta accadendo in Gran Bretagna rappresenta un monito per tutti.

Per decine di elbani e altrettanti turisti, però, il ritorno alla notte senza i limiti del coprifuoco è stato un momento da trascorrere nelle strade del centro. In particolare lungo calata Mazzini. Alle 23 piazza Cavour è già quasi vuota. Qualche avventore nella gelateria, qualche tiratardi nei ristoranti, ma “quelli della notte” si sono già riversati nel salotto portoferraiese con vista sul mare.

Sono soprattutto giovani quelli che occupano i tavolini del Caffè Roma. Hanno 20, 21, forse 22 o 23 anni a volersi tenere alti. Sono quasi tutti maschi e c’è un solo tavolo “misto”. I ragazzi bevono birra, tanta. Le ragazze sembrano gradire di più i cocktail. Qualcuno ordina una bottiglia di prosecco, ma si vede che serve più per darsi un tono e cercare di socializzare: «Ciao bimba, quanto tempo! Ci stiamo facendo una bevutina, ti va un goccino?».

A mezzanotte, quasi a voler rompere un tabù, da uno yacht arriva un gruppo che alza, di parecchio, l’età media. Bevono poche birre e tanto caffè: la stanchezza e gli anni si fanno sentire. Nella primavera segnata dal coprifuoco, i proprietari delle imbarcazioni ormeggiate in calata Mazzini sono stati di fatto gli unici che hanno potuto godere del privilegio di “viverla” tutta la notte. Nei pozzetti delle imbarcazioni hanno sorseggiato drink ben oltre le 23 prima e la mezzanotte dopo, ma evidentemente anche a loro è mancato un salto al bar anche se poco distante dalla loro barca.

Hanno invece veramente voglia di bere e rilassarsi gli avventori che arrivano poco dopo. Sono un gruppo di persone di diversa età che ha appena terminato il turno in un ristorante nei dintorni. Per loro, tornare a bere «dopo aver smesso di lavorare è una liberazione» ed è una situazione «bellissima da rivivere» al punto da meritare un selfie ricordo.

Anche negli altri locali della calata la scena è simile. Al Mordisco e al Baretto i tavoli sono tutti occupati, da ragazzi che si danno il cambio senza soluzione di continuità. Quando qualcuno si alza per salutare qualche amico che passa, subito un altro amico occupa il posto. È un continuo scambiarsi di posti al ritmo di baci, abbracci e qualche, sporadico e misto a vergogna, gomito contro gomito.

Qualche tavolo libero si trova alla Tonnina, ma col trascorrere dei minuti si vanno pian piano a riempire. Qualche cliente fisso, alcuni stranieri e tanti giovani che fanno una tappa. Ma con l’avanzare delle lancette, anziché svuotarsi i tavoli si riempiono. Poco prima della una non c’è più un posto. Il perché lo si capisce quando si sente intonare “Tanti auguri a te”: c’è chi ha voluto festeggiare il compleanno passata la mezzanotte. Abitudini pre pandemia che tornano in auge col calare dei contagi. «Stanotte si chiude tardi?», chiede un cliente ai camerieri. «Speriamo di no» è la risposta di chi, probabilmente, rischia di rimpiangere in breve tempo il coprifuoco. —

Giuseppe Boi

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