Il Tirreno

Rio nell’Elba 

Regoli racconta gli eremi Undici tavole a inchiostro in mostra a Santa Caterina

Stefano Bramanti
Regoli racconta gli eremi Undici tavole a inchiostro in mostra a Santa Caterina

Da giovedì e fino al 30 giugno  nella chiesa a Rio nell’Elba  sarà visitabile l’esposizione con le nuove opere dell’artista della tradizione verista italiana

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Stefano Bramanti

Rio nell’Elba. Si chiama “L’Isola degli Eremiti” la nuova e sorprendente mostra di Luciano Regoli, che sarà inaugurata giovedì prossimo (24 giugno) alle 18,30 nella chiesa dell’eremo di Santa Caterina di Rio nell’Elba. Un titolo e un luogo per la mostra scelti in sintonia con il contenuto artistico presentato. «In gioventù sono stato eremita per qualche tempo. Mi occupavo di yoga e mi ritirai in un piccolo paese, nella provincia di Roma, Anticoli Corrado, di 800 abitanti», racconta Regoli pittore ritrattista, classico nella tradizione verista italiana, maestro del colore, adottato dall’Elba da lustri.

Con tale retaggio di eremita per il Regoli è stato facile accettare l’invito fattogli da Hans Georg Berger e dell’associazione degli Amici dell’eremo di Santa Caterina, di realizzare undici tavole a inchiostro, una per ogni eremo presente sull’Isola, proponendo una riflessione sul significato della solitudine e della vita a contatto con la Natura. Berger, noto fotografo tedesco, è già direttore del Festival internazionale del teatro di Monaco e cofondatore, con Hans Werner Henze, della Biennale di Monaco, festival di teatro musicale. E all’isola si è occupato dal 1977 proprio del restauro dell’Eremo di Santa Caterina, ex convento francescano, come centro d’arte; ha creato poi, nel 1994, il giardino botanico dedicato alla flora spontanea dell’Arcipelago toscano e l’Orto dei semplici elbano.

La mostra di Regoli resterà aperta fino al 30 giugno e il catalogo sarà presentato durante l’inaugurazione. L’impegno di Regoli mette quindi in luce la vita di eremiti e solitari che nei secoli hanno abitato i luoghi più remoti dell’Isola d’Elba. Ad esempio San Cerbone a Marciana, lo stesso eremo di Santa Caterina, o San Francesco Saverio sopra sant’Ilario nel campese. Luoghi in parte abbandonati da tempo, i cui nomi sopravvivono nella memoria dei bibliotecari e in alcune leggende popolari.

Ora rivivono grazie all’artista originario di Terni, giramondo, che è anche musicista e fa parte della storia del rock italiano, essendo stato componente di gruppi quali “Il ritratto di Dorian Gray”, ma soprattutto della “Raccomandata con ricevuta di ritorno”. È autore della grande tela raffigurante lo sbarco di Napoleone all’Isola d’Elba, ora alla pinacoteca Foresiana di Portoferraio e donò a Papa Francesco il dipinto “La svestizione del Papa”, ora in Vaticano. E oltre che pittore e musicista, Regoli è docente della scuola di Valle di Lazzaro, da lui fondata, creata e gestita nella periferia di Portoferraio, ma è anche scrittore di vari testi. Un uomo inarrestabile, dedicato alla cultura a tutto tondo

La nuova iniziativa viene dopo che il poliedrico artista aveva presentato, nella prima estate pandemica, la mostra “Elba da scoprire: geologia e pittura” con 35 dipinti di paesaggi elbani, uniti al racconto di Giuseppe Tanelli, primo presidente del Parco e geologo all’università di Firenze. Un appruamento che fece scoprire la Terra del ferro, la Terra di mezzo e la Terra del granito. Cioè le tre parti dell’isola est, centro e ovest, in un viaggio dove la bellezza della natura è esaltata con la pittura ospitata nella cornice ottocentesca dell’hotel di Villa Ottone.–

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