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suvereto, il lutto 

Addio “Barudde”, staffetta partigiana

Michelangelo Pasquinelli
Addio “Barudde”, staffetta partigiana

È morto a 89 anni Gerardo Guazzini: a dodici anni riforniva le squadre alla macchia con acqua, farina e generi di conforto

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SUVERETO. Questa mattina alle 9,30 la salma di Gerardo Guazzini, 89 anni, verrà tumulata nella tomba di famiglia vicino alla moglie Ilia che lo aveva preceduto nel cimitero comunale di Suvereto. È morto sabato mattina nella sua abitazione e la salma è stata esposta nella sala del commiato a Venturina, dove è stata visitata da tante persone dato che Guazzini era molto conosciuto e apprezzato non solo a Suvereto, ma anche per la sua attività. Infatti lui e il fratello Giuliano sono stati i fondatori di quella che oggi si chiama “Ecorottami srl”che ha sede vicino alla statale prima di arrivare a Suvereto. Insieme alle soddisfazioni imprenditoriali, le rispettive famiglie hanno anche subito numerose prove, infatti Gerardo aveva due figlie, Barbara e Nadia che aveva perso in un incidente stradale la giovanissima Benedetta. A sua volta Giuliano, padre di Giuliana e Gianni, aveva perso prematuramente proprio quest’ultimo che a lasciato la moglie e due bambini.

Ma Gerardo Guazzini era molto noto anche per il suo passato di giovanissima staffetta partigiana durante l’ultimo conflitto mondiale (gli avevano affibbiato il nome di battaglia di “Barudde” che poi l’ha seguito per sempre tra gli amici) per il cui operato ricevette anche una decorazione, appunto per essere stato il più giovane partigiano toscano, all’età di dodici anni.

Faceva parte della banda con sede al Caglio e teneva i collegamenti col paese per poi rifornire le squadre alla macchia di acqua, farina e generi di conforto. In una operazione di guerriglia si prese anche una pallottola tedesca in un ginocchio che lo fece tribolare per tanto tempo.

Tanti sono gli aneddoti e le sue azioni, malgrado la giovane età, che hanno tenuto in pensiero per mesi la madre e la famiglia, ma lui credeva fortemente nella propria missione. Questi avvenimenti sono rimasti indelebili nella sua memoria e hanno accompagnato tutta la sua vita di militante nella sinistra fino all’attuale Partito democratico che ha emesso un comunicato per salutare chi aveva contribuito valorosamente alla liberazione del paese. Guazzini aveva disposto di volere nella sua bara la bandiera del Pd insieme a quella dell’Anpi, come è stato fatto. Consapevole di avere una malattia implacabile ha voluto affrontarla lucidamente, con modalità da lui liberamente scelte, chiedendo anche che il suo funerale partisse dalla sua azienda e che vi partecipasse la banda cittadina e il gruppo dei “Maggerini” intonando “Bella ciao”.

Era una persona quindi dai valori ben definiti, quanto leale, onesta e benvoluta da tutti. Non era credente pur rispettosissimo della chiesa e lo stesso parroco don Roberto ha fatto vista alla sua salma chiedendo di impartirgli la benedizione e la qual cosa è stata molto apprezzata dai familiari. —

Michelangelo Pasquinelli

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