Il Tirreno

A otto mesi dalla morte 

La fondazione Bolano muove i primi passi nel rinato Giardino dell’arte a San Martino

Stefano Bramanti
La fondazione Bolano muove i primi passi nel rinato Giardino dell’arte a San Martino

Domani il taglio del nastro per l’ente e per il rinnovato museo all’aria aperta con le opere d’arte dell’artista elbano

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Stefano Bramanti

Portoferraio. A otto mesi dalla morte di Italo Bolano muove i primi passi la Fondazione che porta il suo nome. A Prato il notaio Giuseppe La Gamba ha effettuato gli atti necessari per dare vita all’ente. All’Elba Alessandra Ribaldone, moglie dell’artista espressionista astratto portoferraiese, sta facendo rinascere il “Giardino dell’arte di San Martino”, dove pitture e sculture, nonché la Scuola di Raku, sono accolte nei 10 mila metri quadri di piante mediterranee, mimose, cipressi, mirti, oleandri. «L’inaugurazione di domani, dalle 15 alle 19, sarà una sorta di nuova era, sempre targata italo Bolano, in questo luogo magico», ha detto Alessandra a Il Tirreno.

Il tutto è parte di un percorso cominciato da Ribaldone realizzando, con l’editore Pacini, una sua prima pubblicazione dedicata al marito. Un libro in cui all’inizio ha riportato il messaggio dell’artista: «Amate La natura, l’arte e amatevi. L’arte è vita della vita». E Bolano è stato, oltre che docente nelle scuole superiori, «pure muratore» come usava dire lui stesso. Aveva infatti lavorato a lungo con mattoni e calcina per trasformare l’ex vigna del padre nella “Valle delle ceramiche”. Lui, da solo, realizzò i vari ambienti presenti, oltre le sue opere in ceramica, vetro Dallas, varie sculture e pitture. Un centro espositivo in mezzo al verde della valle che ha vicina la nota residenza di campagna di Napoleone. Un’oasi di pace, dove per oltre 60 anni Italo ha realizzato eventi socio-culturali di livello, aperti a tutti.

«Lui è ancora qui, con me, tra queste sue opere d’arte a cui ha dedicato la vita – sottolinea Alessandra –. Saremo aperti tutti i giorni dalle 15, ma si potranno prenotare anche visite ad hoc. Tutto si svolgerà nel rispetto delle norme anti Covid vigenti. Ho fatto avviare i lavori di restauro, perché siamo stati assenti per due anni a causa della malattia di Italo. È stato è bello ritrovare questa natura rigogliosa colma di opere d’arte, ma ha però prevalso e quindi abbiamo risistemato grazie al lavoro degli operai».

La Fondazione che avrà sede proprio in questo connubio tra arte e natura, sarà aperta a tutti coloro che vogliono sostenere l’arte e realizzare gli scopi statutari, tra cui organizzare, gestire e tutelare le opere realizzate dall’artista sull’isola d’Elba e fuori di essa, nonché diffondere la conoscenza dell’artista stesso, la conoscenza dell’arte in particolar modo tra i giovani elbani, le scuole e tra gli ospiti dell’Elba, anche creando una collaborazione tra le varie forze culturali, economiche e imprenditoriali presenti sul territorio.

«Voglio Riattivare le varie gallerie, per tutto luglio e agosto e riaprire la sezione dei quadri dedicati a Napoleone, uno dei suoi temi maggiori, oltre la vita di Gesù, di Luzi e altri – rivela Alessandra –. Poi una seconda mostra ci sarà il 24 luglio a Marciana Marina voluta da Jacopo Bonomi dell’hotel Gabbiano Azzurro 2, che dedica una galleria ad Italo e sarà aperta tutta l’estate». Intanto però ci sono già stati i primi visitatori Angela e Peter, svizzeri, amici di lunga data dell’artista e di Alessandra, anche loro immersi nel cosiddetto “Open-air museum di San Martino” di Italo Bolano. —

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