Il Tirreno

economia, istituzioni, sport, spettacolo: chi troverete 

Vino, scienza, sport e imprese quanti nomi sotto i riflettori

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Cognomi dalla A alla L nel primo volume del “Dizionario dei livornesi” in uscita con il quotidiano Il Tirreno. E fra questi non possono mancare quelli di grandi sportivi come il piombinese Aldo Agroppi, ex calciatore e allenatore, nonché commentatore televisivo, «lingua tagliente, a volte esagerata, da vero toscanaccio». Ma di «quelli di scoglio» visto che è nato a Piombino, quindi sul mare che si allarga fra l’immensità della bellissima piazza Bovio e l’isola d’Elba. Uno sportivo dalle battute sempre «salaci, ironiche» e capace di tuffarsi in polemiche che sono «pane per i suoi denti».

Ma nel libro figurano anche altri esponenti del mondo del pallone con il marchio doc targato Piombino. Ad esempio, è impossibile far riferimento a Nedo Sonetti che proprio Agroppi ha descritto così: «Nedo è bravo a resistere in questo mondo di farabutti: ha un carattere di ferro, nelle difficoltà si esalta». Non basta: sempre guardando agli ex calciatori, poi allenatore - ma di San Vincenzo – ecco Walter Mazzarri in panchina non solo del Livorno ma anche della Reggina, della Samp, poi di big come Napoli e Inter, quindi al Watford e al Torino.

Nella lista c’è pure un altro grande nome piombinese: quello di Lido Vieri, classe 1939, ex portiere del Toro ma anche dell’Inter e della nazionale (in maglia azzurra è stato campione eu-ropeo nel 1968 e vicecampione del mondo due anni più tardi).

Non manca certo in questo elenco Massimiliano Allegri, che proprio mentre il dizionario andava in tipografia per la stampa, è tornato ad allenare la Juventus. Il mitico “Acciuga” che è riuscito a conquistare, primo mister di origine livornese, lo scudetto (o meglio vari scudetti).

Attenzione, però, che non di solo calcio: nel “Dizionario” compaiono anche due scienziati di limpida fama, entrambi “grandifirme” nella biorobotica e entrambi legati anche a Livorno: sono natfi a Piombino sia Paolo Dario, pioniere dei robot “soft” ispirati dalla natura, che Cecilia Laschi, una delle 25 scienziate al mondo più important in questo campo secondo una rivista-cult del settore.

Sul fronte imprenditoriale possiamo far riferimento a due figure come Marco Mantovani, l’uomo che ha legato all’Elba il nome degli orologi Locman, e come Pier Mario Meletti Cavallari, l’ “inventore” del Podere Grattamacco fra Bolgheri e Castagneto Carducci (e, sempre sulla fron-tiera dei supervini toscani, il creatore del Sassicaia, vale a dire il marchese Nicolò Incisa della Rocchetta). Senza dimenticare l’enoteca di Francesco Tognoni (con vista su uno dei borghi più belli della Costa degli Etruschi) o chef come la talentuosa Deborah Corsi della Perla del Mare di San Vincenzo

Troverete fumettisti e autori di graphic novel come Stefano Casini e Daniele Caluri; l’autore di parodie (vedi “Aglien”) Andrea Camerini, il celeberrimo Mario Cardinali direttore del Vernacoliere. Ma anche quel Paolo Virzì che è livornese ma ha dedicato il primo film a Piombino e all’Elba la sua pellicola su Napoleone.

Nel campo dello spettacolo troviamo nel libro di Elisabetta Arrighi il nome di Luciano Tovoli, direttore della fotografia che ha fatto la storia del cinema al fianco di tanti registi: in una intervista al Tirreno era lui stesso a mettere l’accento sulle sue origini dalle nostre parti.

C’è Carlo Conti, livornese per parte di madre (di Borgo Cappuccini), che racconta la “sua” Castiglioncello; c’è la sensuale barista Tiziana della serie tv dei Delitti del BarLume, al secolo Enrica Guidi da Rosignano Solvay; c’è Dario Ballantini, “fotografato” sia nelle vesti di attore che in quelle di pittore, c’è Francesco Bruni, sceneggiatore di Virzì, ma anche della serie tv del commissario Montalbano.

Non fermiamoci qui: fra le pagine scoviamo Riccardo Fogli, che sul certificato di nascita porta scritto “Pontedera” ma in realtà è a Piombino che ha le radici. All’Elba le hanno piantate due cantautori provenienti dal Nord, entrambi nati nella prima metà degli anni ‘60: l’uno è Luca Carboni (“Silvia lo sa” e “Farfallina”), che torna spesso sull’isola dopo averla scoperta quand’era poco più che ragazzo; l’altro è Biagio Antonacci (“Se io se lei” e “Convivendo”). —

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