Il Tirreno

L’esame 2021 

Quasimodo, Ungaretti ed energie rinnovabili per i ragazzi del Foresi

Luigi Cignoni

Ieri è cominciata la seconda maturità in epoca coronavirus: ecco come è andata nell’istituto superiore di Portoferraio

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Luigi Cignoni

PORTOFERRAIO. Per nulla emozionati, ieri mattina, gli studenti dell’Isis Foresi al colloquio della maturità. Hanno affrontato, dinnanzi alle loro rispettive commissioni esaminatrici, l’esame finale, quello che chiude un percorso di studio e apre a quella che sarà la loro futura professione nel cosiddetto mondo dei grandi. Hanno avuto tutti, dentro di sé, la consapevolezza di aver conseguito la maturità in un momento del tutto eccezionale. Che da solo è già storico.

Come è avvenuto lo scorso anno, i maturandi sono stati chiamati anche quest’anno ad affrontare un esame “riadattato”, secondo quanto stabilito dalle norme anti Covid19. Una prova orale, per valutare le conoscenze acquisite e le capacità di giudizio indispensabili per sapersi rapportare e confrontarsi con la complessità della società contemporanea, al tempo della pandemia mondiale. Tutti coloro che sono stati avvicinanti al termine del colloquio (che non ha comunque superato i 60 minuti di durata) sono apparsi sereni, soddisfatti per essere riusciti nel loro intento e aver quindi concluso un ciclo delle loro vita all’Isis Foresi.

Sono ragazzi che provengono sì da Portoferraio, ma anche da altri centri dell’Isola. Addirittura una studentessa è di Piombino. Viola Barlettani si è iscritta al liceo classico Foresi perché, nella sua città di residenza, non era stata avviata una classe del classico, quando lei si era licenziata dalla media.

Nonna Pina, invece, (residente a Porto Azzurro) non se l’è sentita di restare in paese, ma ha voluto assistere da testimone all’esposizione del nipote, Edoardo Diddio (studente del liceo scientifico). «Mi è stato chiesto di esporre il mio pensiero sulla follia. Penso di aver esposto i miei concetti. Ora, penserò a riposarmi ma dovrò subito cominciare a studiare perché voglio inscrivermi a medicina e cercherò di essere ammesso ai corsi universitari».

In base alle norme del Ministero il colloquio verte sull’esposizione di un elaborato che i docenti della classe hanno assegnato a ciascuno studente. I candidati hanno avuto un mese per prepararlo con l’aiuto dell’insegnate. L’argomento è stato scelto sulla base del percorso svolto e delle discipline contemplate dall’indirizzo di studi. Niccolò Cecchini di Bagnaia (studente del Mat di Concia di Terra) è stato invitato a parlare di energie rinnovabili. «Era un argomento sul quale mi sono impegnato tanto nel corso dell’anno – ha detto –. Ho finito per parlare anche di impianti fotovoltaici. La mia impressione? È stato un colloquio bello; spero di aver fatto una buona impressione alla commissione».

Talita Tiazio (liceo classico): «Prima ho esposto l’elaborato – ha detto –, poi sono passata a effettuare collegamenti con gli argomenti proposti dalla commissione. Infine ho parlato delle mie esperienze effettuate nel progetto Scuola-lavoro. All’università mi piacciono le Lingue. Vorrei fare l’interprete nei congressi internazionali».

Sofia Costa (studentessa del liceo classico) di Chiessi: «La Commissione mi ha chiesto di commentare una poesia di Salvatore Quasimodo – ha detto – e di esprimere un mio parere. Sono rimasta contenta della scelta perché avevo approfondito l’ermetismo e in particolar modo Giuseppe Ungaretti, per cui non mi poteva andare meglio. Per quanto riguarda la busta mi è stata data quella con i diritti dei neri. Ho quindi fatto – ha concluso – collegamenti relativi all’importanza dei diritti delle persone nel mondo di oggi. Le mie aspirazioni da grande? Lavorare nel sport. Ho scelto Scienze motorie: è il mio sogno». –

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