Gioco
Francesco Tozzi musicista-attore con forti radici piombinesi
Tra i protagonisti di “La compagnia del cigno”
«Rosario è stato per caso, ma ora vorrei continuare»
PIOMBINO. In assoluto quello che è diventato un altro e non solo per un diverso taglio di capelli. Davvero grande seguito anche in città per le storie di Rosario, cioè Francesco Tozzi, uno dei protagonisti de “La compagnia del Cigno”: storia dell’amicizia tra sette giovani musicisti di talento, iscritti al conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, costretti a misurarsi con la vita, le regole, la disciplina e con un durissimo direttore d’orchestra (Alessio Boni) che pretende da loro persino oltre il massimo.
Qui così tanti fan della serie televisiva trasmessa da Rai 1 in prima serata anche perché, pur fiorentino, le radici dell’attore che interpreta Rosario sono piombinesi. «Non solo la mia mamma Paola Ghiandi, mia nonna e mio nonno, anche se non c’è più, sono nati e vissuti a Piombino – racconta sorridendo –. In città torno ogni estate, il mare è fantastico! » .
Musica, grande amore da sempre. «Ho frequentato le medie musicali, scegliendo come strumento la chitarra – ricorda –. Una volta arrivato al liceo, in concomitanza mi sono iscritto al Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze, suonando percussioni. La mia grande passione però è la batteria che suono dall’età di cinque anni». Uno degli attori più giovani della serie dove veste i panni di un adolescente dalla vita piuttosto complicata. Dai 16 ai 19 anni sul set della fiction Rai scritta e diretta da Ivan Cotroneo, ad oggi si trova qualcosa come 12,2 mila follower sul profilo Instagram.
«Tutto è nato per caso, non avrei mai pensato di essere scelto – prosegue Francesco Tozzi –, come uno dei sette protagonisti, e non avrei mai pensato che la recitazione sarebbe diventata così importante per la mia vita. La selezione è avvenuta un giorno in Conservatorio: così, quasi per gioco, ho deciso di partecipare al casting de “La Compagnia del Cigno”. Dopo ben 6 provini, è arrivata una telefonata dalla produzione per confermare che mi avevano scelto. Prima? Non avevo mai preso poprio in considerazione qualcosa di simile».
Com’è andata con Alessio Boni, nella serie il temibile maestro Luca Marioni e i tuoi “colleghi” coetanei?
«Per quanto riguarda la prima stagione è stato tutto molto emozionante – risponde Francesco – . Ho davvero scoperto un nuovo mondo, anche se non nego che i primi giorni sono stati un po’ complicati, visto che la maggior parte di noi saliva sul set per la prima volta. C’è stato fondamentale l’aiuto, non solo della nostra coach – aggiunge Francesco –, ma anche l’incoraggiamento di Alessio Boni: il giorno prima della messa in onda della prima stagione, con grande fiducia ci disse che se la serie avesse avuto successo sarebbe stato merito nostro; questo, a parer mio, è segno di grande umiltà per un professionista come lui».
«Tra noi ragazzi – dice ancora – si è creata una vera e propria amicizia, che tutt’ora si mantiene; ritrovarsi per la prima volta in un’esperienza del genere e condividerla con dei coetanei, è stata una vera fortuna. Un ringraziamento speciale va al nostro regista, Ivan Cotroneo, che ha creduto in noi sin da subito».
«Adesso la maturità – sottolinea Francesco – e spero, dal prossimo autunno, di entrare in un’Accademia di recitazione e di continuare ad avere soddisfazioni».
Difficile stabilire con certezza se si potrà ancora vedere Francesco-Rosario in una nuova serie de “La Compagnia del Cigno”: visto il successo ottenuto ci starebbe, al di là dei dubbi avanzati dallo stesso creatore Cotroneo.
Ma di certo, a chiudere la fine della seconda stagione, l’ultima battuta di Boni-Marioni «fidatevi di me, sarà un domani meraviglioso per tutti!» conta già più, persino, di un arrivederci. –
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