Il Tirreno

a cura dell’associazione “bruno cucca” 

Torna a Lacona la tosatura delle pecore E Sara la pastora si coccola gli ovini

Torna a Lacona la tosatura delle pecore E Sara la pastora si coccola gli ovini

Il taglio della lana ha un valore  simbolico nella cultura sarda e da sempre è un momento di comunità e convivialità, in cui gli allevatori si aiutano a vicenda

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LACONA. Ripartono nel segno delle tradizioni agropastorali le attività dell’associazione culturale sarda “Bruno Cucca” .

Ieri mattina alcuni soci del circolo dei sardi all’Elba hanno organizzato la tosatura delle pecore, in sardo “sa tundimenta”, nell’azienda agricola “Regali rurali” a Lacona.

«È la prima iniziativa dopo quasi un anno e mezzo di stop a causa della pandemia», spiega il presidente del circolo Aventino Schirru.

Il taglio della lana dalle pecore ha un valore simbolico nella cultura sarda: è da sempre un momento di comunità e convivialità, con i pastori che si riuniscono e si danno una mano a vicenda. Non a caso il circolo dei sardi si è impegnato a sostegno della “pastora di Lacona” . Vale a dire Sara Esposito, 38 anni, originaria di San Giorgio a Cremano (Napoli). Laureata in Scienze e tecnologie agrarie e con alle spalle un dottorato in Produzioni animali, si è innamorata dell’Elba e da alcuni anni ha avviato nella frazione di Capoliveri un’attività agricola che fa dell’ecosostenibilità e dell’amore per la natura e l’ambiente il proprio motto.

Accanto a iniziative come la fattoria didattica, ha lanciato quella di “Adotta una pecora” che consente di sostenere a distanza la crescita di un agnello o un ovino adulto in cambio di una parte del formaggio prodotto a Lacona.

A tutto questo si aggiunge il “rito de sa tundimenta” organizzato ieri mattina da alcuni soci del circolo “Bruno Cucca” .

Di buon mattino hanno raggiunto Lacona, hanno radunato il gregge e man mano indirizzato le pecore al centro di un telone verde. Qui è avvenuto il taglio della lana mentre Sara Esposito, quasi come una mamma, coccolava gli ovini.

«Abbiamo dato il nostro contributo come già fatto in passato», spiega Schirru, felice di riprendere un’attività interrotta dal coronavirus.

Anche se solo in parte. Nella cultura sarda, finita la tosatura, è tradizione organizzare una grande festa che, purtroppo, nel rispetto delle norme anti contagio, non è stata fatta ma rinviata, speriamo, al prossimo anno. –

© RIPRODUZIONE RISERVATA



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