Il Tirreno

forza italia sulla crisi delle acciaierie 

«Favorire l’ingresso di investitori italiani insieme allo Stato»

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piombino. «Il governo deve portare allo scoperto le vere intenzioni della Jsw, che ad oggi non ha ancora definito un concreto piano industriale serio, così come promesso e garantito al suo insediamento». È la premessa del coordinatore regionale di Forza Italia, senatore Massimo Mallegni, e della coordinatrice provinciale Chiara Tenerini. «Occorre favorire l’ingresso di investitori italiani insieme allo Stato – sottolineano –. Da troppo tempo la società indiana tiene indebitamente in sospeso il destino dell’industria piombinese e questo non possiamo più permettercelo, anche alla luce di sole “embrionali ipotesi” paventate da imprenditori nazionali. Ci sorprendiamo che dal Pd e dalla sinistra arrivino oggi critiche al governo, quando il loro immobilismo colpevole di una politica vuota di proposte concrete è sotto gli occhi di tutti».

Definiscono il comparto acciaio «un asset strategico e l’Italia non deve e non può sprecare l’attuale eccezionale opportunità derivante dal Piano di Rilancio e resilienza con i denari del Recovery Fund, di salvare posti di lavoro, la nostra siderurgia e soprattutto l’economicità e la realizzabilità delle opere stesse». Rinnovano la proposta che «fa perno sull’importanza di creare locali sinergie, che possono rendere fruttuose le risorse derivanti dai rifiuti con la produzione di energia elettrica “verde” a basso costo, tra le aziende piombinesi oggi in crisi».

Piombino può diventare il polo italiano per «la produzione del “preridotto” – affermano –, ci sono tutte le componenti per rendere fruttuoso questo investimento da parte dei privati, ma ciò deve andare a vantaggio della filiera della produzione delle rotaie, di altri prodotti lunghi o piani necessari a garantire l’investimento di un forno elettrico e delle altre attività di alta specializzazione, di cui le acciaierie di Piombino si possono ancora vantare». Chiudono all’ipotesi di «trasformare Piombino in una città con un ruolo di “solo supporto” alle aziende del Nord, svuotandola delle più preziose specializzazioni e, soprattutto, di posti di lavoro». E concludono Mellegni e Tenerini: «Siamo preoccupati che il sottosegretario con delega alle Aree di crisi, nonostante le innumerevoli sollecitazioni, ancora non abbia investito il tempo necessario sulla vicenda. Siamo fiduciosi di un imminente convocazione di un incontro per poter meglio illustrare alla sottosegretario Todde le necessità e le nostre proposte». —

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