Sicurezza
Perizia psichiatrica non ancora conclusa L’udienza slitta a luglio
VENTURINA. La perizia psichiatrica non è ancora conclusa, il consulente tecnico del tribunale ha chiesto alcuni giorni di proroga. E così è stata rinviata al primo luglio l’udienza davanti al giudice delle indagini preliminari Antonio Del Forno per stabilire la capacità di intendere e di volere di Francesco Biagi. Il ventottenne che uccise con una coltellata il padre Stefano (64 anni) nella loro abitazione di Venturina è ancora in carcere e persiste nel suo atteggiamento di chiusura con il resto del mondo. Il dottor Alessio Dini, il perito nominato dal tribunale (la difesa, rappresentata dall’avvocato Alberto Moschini, si è affidata al professor Rolando Paterniti) ha dunque chiesto alcuni giorni per depositare le proprie conclusioni. Pertanto è stata rinviata l’udienza inizialmente prevista giovedì scorso.
Se si andrà, come pare, verso la dichiarazione di infermità totale di mente, e se il giudice pronuncerà una dichiarazione di pericolosità sociale del ragazzo, Francesco dovrebbe essere trasferito dal carcere livornese a un istituto di cura vero e proprio, una Rems. Cioè una residenza esterna per l’esecuzione delle misure cautelari, uno degli istituti di cura gestiti dalle Asl, con personale di sorveglianza, che dal 2015 hanno sostituito gli ospedali psichiatrici. In Toscana ce ne sono due, a Volterra e a Empoli.
L’omicidio avvenne la mattina di sabato 20 marzo. Francesco fu svegliato dal padre, ci fu una lite fra loro, poi il figlio andò in cucina, afferrò un coltello e colpì il babbo al torace. La madre accorse da un’altra stanza, riuscì a chiedere aiuto prima di sentirsi male. I soccorritori portarono via Stefano Biagi, che però morì poco dopo sul pratino accanto al Calidario dove era appena atterrato l’elisoccorso per il trasferimento in ospedale. Francesco rimase lì, immobile. Ai carabinieri che gli chiesero perché lo avesse fatto, lui rispose: «Io volevo dormire». Il giovane già in precedenza era seguito dal servizio di igiene mentale dell’Asl ma non andava agli appuntamenti con gli psichiatri. —
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