Sicurezza
Ospedale, il presidio si scioglie «Ma non è un segno di resa»
Apertura al dialogo degli attivisti che mercoledì erano a Firenze per manifestare contro la Regione «Adesso l’assessore Bezzini ci incontri e spieghi cosa vuole fare»
PIOMBINO. Il presidio di protesta del comitato Villamarina si scioglie dopo 135 giorni di protesta. La decisione è stata assunta dagli attivisti dopo che, lo scorso mercoledì, il presidio si era spostato a Firenze, sotto la sede del consiglio regionale.
«Abbiamo deciso di sospendere momentaneamente il presidio di protesta presso l’ospedale in attesa delle prossime mosse dell’assessore regionale Simone Bezzini, che dicendoci al telefono che “conosce bene le criticità di Piombino” dovrà a questo punto presentare quanto prima il cronoprogramma delle opere di rilancio del nosocomio piombinese e incontrare ufficialmente i membri del comitato in difesa di Villamarina», spiegano gli attivisti in una nota.
Questa scelta, spiegano gli attivisti, è «una apertura al dialogo da parte nostra che i rappresentanti della Regione Toscana non facciano però l’errore di valutare come “atto di debolezza” di noi manifestanti – sostiene il comitato – perché se nell’arco di un tempo congruo non arriveranno segnali positivi per l’ospedale di Piombino da parte della Regione Toscana, e per l’ennesima volta vedremo tradite la fiducia e le legittime aspettative a livello sanitario di un territorio dove vivono 60 mila abitanti, questi ci troveranno ancora più forti e motivati per difenderle»
Gli attivisti precisano che le richieste che avremmo fatto ai politici regionali sono sempre le stesse: «quelle che facciamo da oltre quattro mesi di presidio ininterrotto: il ritorno del punto nascita all’ospedale di Piombino e che l’Asl torni ad investire su Villamarina, riportando presso l’ospedale il personale medico tolto e sostituendo quello che sta andando in pensione. In poche parole chiediamo il ritorno della sanità pubblica territoriale in Val di Cornia. —
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