Gioco
I sommozzatori della Capitaneria puliscono i fondali con “Mare pulito”
Sono due le tonnellate di rifiuti raccolti nelle acque toscane Il nucleo sub di Portoferraio è in questi giorni a Porto Azzurro
Giuseppe Boi
Portoferraio. Pneumatici di auto e camion, attrezzi da pesca, sacchetti, bottiglie, sedie e lettini da spiaggia. E ancora guanti e stoviglie monouso, mascherine, fusti metallici, cassette, materiale elettronico, cime d’ormeggio e batterie esauste. Per non parlare delle “reti fantasma”, abbandonate o perse dai pescatori e finte sul fondo del mare dove rappresentano un pericolo per tutto l’ambiente marino. Sono solo una parte dei rifiuti recuperati in mare dalla Capitaneria di porto martedì scorso in occasione della in occasione della Giornata mondiale degli oceani. Un’attività che ha dato vita alla campagna “Mare pulito”, la più importante giornata di pulizia dei fondali mai realizzata nel nostro Paese.
In Toscana l’evento ha avuto quale scenario operativo le acque dell’Argentario, ma la pulizia dei fondali impegna ogni giorno anche la Capitaneria di porto di Portoferraio. «Il nostro nucleo subacqueo sta lavorando da giorni nella pulizia dei fondali a Porto Azzurro – spiega il capitano Antonio Morana, nuovo comandante della Capitaneria di porto di Portoferraio –. Il loro lavoro non è da ricondursi direttamente alla campagna “Mare pulito”, che è stata gestita direttamente dalla direzione marittima di Livorno e organizzata dal comando generale, ma fa parte dell’impegno generale e quotidiano della capitaneria per tutelare il mare».
«La campagna “Mare Pulito” è organizzata congiuntamente dal progetto europeo “Clean sea life” e dal corpo delle Capitanerie di porto-Guardia vostiera con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della sostenibilità ambientale in difesa degli ecosistemi marini e costieri – spiega la direzione marittima di Livorno –. L’attività effettuata dai sommozzatori dei nuclei sub insieme a centinaia di subacquei volontari rappresenta un’azione concreta a favore del nostro mare e del nostro futuro, ma rappresenta anche un’iniziativa volta ad evidenziare quanto l’impatto dell’uomo possa essere determinante per la salute del mare».
“Mare pulito” ha consentito di recuperare due tonnellate di rifiutisolo all’Argentario. Quasi un quarto delle 8,5 tonnellate di spazzatura e raccolta nei porti, porticcioli, darsene e aree di pregio ambientale di diverse regioni costiere d’Italia. Numeri che danno la misura di quanto si debba aver maggiore cura del nostro mare, anche se in miglioramento rispetto al passato. Lo scorso anno, un’analoga operazione di bonifica aveva portato al recupero di circa 12 tonnellate di pattume raccolti nei porti, nelle aree protette e nelle zone archeologiche sommerse di tutte le regioni. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
