Il Tirreno

Le associazioni: «Per curare l’Elba servono strade migliori e sicure»

Stefano Bramanti
Le associazioni: «Per curare l’Elba servono strade migliori e sicure»

I volontari dei soccorsi denunciano rischi legati alla viabilità  e lanciano un appello alle istituzioni: «Fate qualcosa»

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Stefano Bramanti

Portoferraio. Il primo a lanciare l’allarme e l’appello è stato Antonio Garbati. Discutendo con Il Tirreno sui disagi creati dalla frana di Campo lo Feno, il presidente della Misericordia di Pomonte e Chiessi ha sottolineato i problemi che i volontari dell’Elba affrontano ogni giorno: «La viabilità dell’isola è un ostacolo ai soccorsi. Le mancate manutenzioni mettono a rischio noi volontari, le ambulanze e le stesse persone che soccorriamo. Sarebbero necessarie strade nuove alternative, ma nessuno pensa a costruirle». Dichiarazioni che hanno trovato d’accordo e sono sostenute dalle altre associazioni di volontariato. Anche Raoul Franchini della Croce Rossa di Rio Elba e Rossana Fatarella della sezione staccata di Marina di Campo, unitamente ad Alessandro Lupi della protezione civile “La racchetta”, sottolineano il problema delle malandate strade dell’isola e, più in generale, di un territorio poco curato: «È una situazione negativa che crea problemi ai mezzi di soccorso e alle pubbliche assistenze, ma ne va anche il decoro dell’isola che vive di turismo».

«Concordo con quanto ha detto il volontario della parte occidentale dell’isola – dice Franchini –. Anche qua nella parte orientale, nelle zone di Rio Elba, Rio Marina e Cavo, abbiamo continui danni e rotture ai mezzi di soccorso, specialmente quando dobbiamo raggiungere località di campagna o la punta estrema est. Le situazioni più critiche sono nella strada della Parata e quando le ambulanze devono raggiungere Nisporto, Nisportino e Bagnaia. Arbusti sporgenti a lato strada e l’asfalto pieno di buche: insomma, percorsi disastrosi e spesso dobbiamo fare i conti con i danni a gomme, carrozzerie e ammortizzatori oltre che correre pericoli durante i soccorsi».

«Siamo sempre impegnati in questo servizio che facciamo col cuore, ma circolare nelle strade isolane è dura – conferma Fatarella volontaria della Croce Rosa campese a La Pila –. Ci sono percorsi malmessi, come ad esempio da Sant’Ilario a San Piero, i mezzi di soccorso si danneggiano e dal meccanico vanno via tanti bei soldi. In certi punti le strade non sono sicure perché c’è incuria nel territorio. Sarebbe opportuno che Provincia e Comuni pongano rimedio a queste situazioni. Il nostro autista poi mi segnala che anche la segnaletica stradale è carente. Di notte non si vedono le strisce tra le corsie e quindi si vivono situazioni pericolose».

Anche Alessandro Lupi della Protezione civile La Racchetta, con sede a La Pila, conviene sull’urgenza delle manutenzioni: «Noi non abbiamo problemi negli spostamenti: usiamo mezzi idonei anche al fuoristrada. Ma la cura del bordo delle vie di comunicazione, le cosiddette “vanelle”, e dell’immediato sottobosco è molto importante anche per la prevenzione degli incendi estivi. Se una cicca lanciata dall’auto da qualche incosciente cade al bordo strada dove c’è terra accumulata, rametti e foglie secche, si corre il rischio di innescare un rogo. Presumo che la Provincia abbia carenza di organici e quindi non abbia addetti a suffic enza per le operazioni di risanamento e pulizia, ma la situazione è preoccupante anche per un fatto di decoro. Quando vado in vacanza nel Trentino sembra che qualcuno al mattino passi a “pettinare” le erbetta dei giardini e nei prati lungo le vie. Perché qui da noi non avviene? Comuni e Provincia devono cercare di potenziare manutenzione delle strade e cura ambientale. Potrebbe dare un contributo economico la Gat, la Gestione associata del turismo creata dai sette Comuni isolani: dovrebbero prevedere finanziamenti per curare ogni centimetro della nostra isola». —

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