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Il caso 

«È del diving l’offerta migliore per la baracchina in spiaggia»

«È del diving l’offerta migliore per la baracchina in spiaggia»

Il sindaco Corsini torna punto su punto sulla vicenda della Casa del pescatore Il manufatto non è stato assegnato agli Amici di Bagnaia: «Non faccio favoritismi»

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Rio nell’Elba. Punto uno: «Come noto, ma come forse è sfuggito ai più (soprattutto ai più urlanti), non si è trattato di dare in concessione un bene di proprietà comunale, ma di dare in concessione un bene del demanio dello Stato». Punto due: «La procedura a evidenza pubblica era ed è obbligatoria e non si sarebbe potuto affidare il bene in via diretta e men che meno in via “preferenziale”». Punto tre: «La legge non permette di “privilegiare” questa o quella istanza. E la tutela dell’associazionismo contenuta nello Statuto comunale non può alterare le regole della competizione. Questa amministrazione, quando indice una gara, cerca di svolgerla legittimamente». Sono questi, secondo il sindaco di Rio Marco Corsini i tre punti fermi di tutto il dibattito sulla Casa del pescatore di Bagnaia, il bene demaniale assegnato a un diving nonostante le proteste dell’associazione Amici di Bagnaia.

Il primo cittadino li ha espressi in consiglio comunale rispondendo all’interrogazione della consigliera d’opposizione Cinzia Battaglia. Un consiglio comunale concluso con l’apertura al dialogo tra le parti in causa (auspicata in passato anche da Il Tirreno) promosso dalla vicesindaca Valeria Barbagli. Ma la via dell’accordo sembra in salita anche alla luce della ricostruzione dei fatti presentata da Corsini.

Il sindaco ha spiegato come, dopo una richiesta avanzata da Ilaria Tonietti a nome di Francesco Lazzeri, l’amministrazione abbia per legge dovuto promuovere un bando per assegnare il bene. «Sono arrivate tre domande – ha spiegato – e il 9 aprile scorso la commissione ha esaminato le proposte e attribuito i punteggi secondo le previsioni del bando: la migliore proposta è risultata quella presentata dalla s.a.s. Karibù Diving & Travel che ha ottenuto 10 punti; seconda si è classificata l’associazione Amici di Bagnaia con 6 punti; ultimo Lazzeri con 2 punti».

Ma perché la concessione è stata quindi aggiudicata alla Karibù.? «Hanno ottenuto – spiega Corsini 2 punti su 2 per la capacità economica, avendo dichiarato il proprio fatturato nel triennio precedente e presentato un piano economico degli investimenti sull’immobile; 2 punti su 2 per la capacità tecnica, avendo dichiarato i titoli professionali necessari per l’esercizio dell’attività nell’immobile; 2 punti su 2 per il contemperamento della proposta con l’interesse pubblico collettivo, avendo offerto di mettere a disposizione della locale Pro Loco i servizi igienici dell’immobile, nonché proposto iniziative di tipo ambientale (Ambiente Sostenibile, Amare il mare, Mare d’inverno, Programma disabilità ed inclusione, Programma scuoladamare riconosciuto dal Miur, supporto terrestre e marino per gli interventi di protezione civile); un punto su 2 per il livello occupazionale, avendo proposto di svolgere l’attività con le proprie risorse organiche; 2 punti su 3 per la qualità del servizio anche in termini di arredi e attrezzature, avendo descritto gli interventi da effettuare sull’immobile; un punto su 2 per gli impatti ambientali e di salute pubblica, avendo offerto – tra l’altro – di eseguire interventi di pulizia dei fondali antistanti la baia».

«Gli Amici di Bagnaia – ha continuato Corsini – hanno ottenuto 2 punti su 2 solo per la ristrutt ristrutturazione con materiali naturali ed ecocompatibili nonché pannelli solari per l'acqua calda; 2 punti su 3 per la qualità del servizio anche in termini di arredi e attrezzature; un punto su 2 per il contemperamento della proposta con l’interesse pubblico collettivo, avendo solo dichiarato di voler destinare l’immobile ai fini dell’associazione e di voler realizzare servizi igienici e docce ad uso pubblico; nessun punto per la capacità tecnica e il livello occupazionale. —

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