Sicurezza
Arte, creatività e amicizie per stimolare la memoria
Attraverso connessioni internet e maxischermi le strutture fanno rete Tra i progetti, quello delle visite virtuali ai musei con la collaborazione di Aima
L’arte, la creatività. E soprattutto i ricordi come strumento per proteggere la memoria. Sono alcuni degli elementi che scandiscono i progetti attivati in sette strutture per anziani.
Fanno rete le Rsa I Giunchi di Venturina, San Rocco a Piombino, Campiglia, Casa Maiani di Caldana di Ravi e Casa del Duca a Portoferraio, oltre alle due per persone autosufficienti di Casa Simoni (Gavorrano) e San Giuseppe (Massa Marittima).
Sono poco meno di duecento gli anziani ospiti, coinvolti in gran parte dal progetto generale “Rsa connesse” che si sviluppa in diverse direzioni. Il programma ha permesso di mantenere più alta la socializzazione in un periodo in cui i rapporti con l’esterno sono stati pressochè azzerati dall’emergenza sanitaria.
La sintesi: attraverso maxischermo, tablet e smart Tv, le strutture si collegano a due a due. Le persone lavorano tutte sulle stesse materie proposte dalle educatrici e vagliate dalla direzione per il placet. Nascono, così, laboratori e forme di animazione a distanza, comunque legate dal confronto e dalla condivisione che ne scaturiscono. Nel periodo pasquale, ad esempio, si sono confezionati piccoli doni.
«E’ con questi strumenti che nascono anche forme di amicizia vera e propria», spiega Sara Rosi, coordinatrice dell’Area anziani e residenzialità della coop Cuore Liburnia Sociale. Che aggiunge sorridendo: «Quando matureranno le condizioni, cercheremo di fare incontri in presenza, per rafforzare queste amicizie virtuali. Una meta richiesta in questo senso, è la Rsa di Portoferrario. Molti desiderano salire sulla nave».
Tra i sottoprogetti, trova spazio “Il baule dei ricordi” che ha già messo in relazione I Giunchi e Casa del Duca. Con i laboratori è stato costruito un bauletto che simboleggia l’esperienza basata sul rievocare i ricordi più importanti degli ospiti partendo dall’infanzia. Si condividono passioni, si scambiano opinioni costruendo un impatto emotivo importante. «Soprattutto, - prosegue Rosi – queste azioni facilitano la stimolazione cognitiva e la capacità mnemonica».
Un altro capitolo, sganciato però da tutto il resto, è “Naturalmente connessi” nato dalla collaborazione con Aima Costa etrusca, l’associazione che si occupa della malattia di Alzheimer. Con la presidente Mariella Zagaglia è stato realizzato un ciclo di incontri che ha avvicinato gli ospiti ad alcune realtà culturali importanti.
Tra i partner, il Museo di storia naturale del Mediterraneo di Livorno, il Museo archeologico di palazzo Bombardieri a Rosignano, il laboratorio di danza movimento terapia e arte terapia “Le stanze del sè”. Più in zona, il Museo etrusco di Populonia-collezione Gasparri.
Ai videoterminali, da un lato esperti operatori museali che mostravano reperti, quadri e sculture spiegandone il significato, dall’altro gli anziani affiancati dalle educatrici. In più di un caso c’è chi si è ricordato di averlo già visto, quell’oggetto, o di aver visitato quel luogo. E comunque l’esperienza ha stimolato i ricordi, il livello cognitivo e sensoriale delle persone. «Questo nella prima sessione. Nella seconda - chiude Rosi - si è puntato ad incoraggiare la creatività, con laboratori in cui si sono riprodotti oggetti e tecniche». —
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