Toscana
«Guerrieri ci ripensi, il porto non sia un grande parcheggio per le auto»
Il pd di Campiglia sugli spazi destinati a manta logistics
PIOMBINO. Il presidente dell’Autorità di sistema portuale Luciano Guerrieri ci ripensi. E riapra alle manifestazioni di interesse sulle concessioni liberate da Liberty Magona. Sì, perché quei preziosi spazi portuali non possono essere destinati a un enorme parcheggio per auto, senza valore aggiunto significativo in termini di produttività e creazione dei posti di lavoro. È questo, in sintesi, il ragionamento del Pd di Campiglia che, con una nota diffusa nella giornata di ieri, apre un nuovo fronte sulla gestione degli spazi portuali. In ballo, è inutile girarci intorno, c’è l’ipotesi secondi cui, in ragione della rinuncia di Liberty Magona finita in pessime acque, le due concessioni portuali per complessivi 110mila metri quadrati finiscano nelle mani di Manta Logistics, la nuova società per la gestione dei traffici di auto nuove messa in piedi dal Gruppo Onorato con l’operatore tedesco Ars Altman. La posizione del Pd di Campiglia è chiara: un porto come quello di Piombino, fresco del potenziamento delle banchine con fondali a -20 metri, non può essere sfruttato per attività che lasciano poco o nulla sul territorio.
«Il porto, per l'impegno della Regione e dell'Autorità portuale allora guidata dal presidente Guerrieri – attaccano i democratici – con i suoi fondali di venti metri e decine di ettari di banchine, rappresenta una delle più significative occasioni di questi anni per la ripresa e la diversificazione economica della Val di Cornia e della costa toscana. Purtroppo, sia per i soggetti risultati vincitori dei bandi che, alla prova dei fatti, ad oggi non sappiamo quanto capaci di onorare gli impegni presi, sia per i criteri individuati dagli stessi bandi che premiano più la dimensione dei lotti e il volume dei traffici e non la diversificazione e la crescita di aziende anche locali, l'opportunità rappresentata da questa importante infrastruttura, a distanza di diversi anni, non si è concretizzata, né ha contribuito a una ripresa economica oltremodo necessaria in questo territorio che ogni giorno sembra incamminarsi sempre di più verso una crisi senza prospettive». Il Pd campigliese entra a gamba tesa con un intervento destinato a far discutere e non risparmia critiche a come, in questi anni, sia stata gestita la partita del porto. In realtà il fronte si era aperto già nei giorni scorsi a Livorno, durante l’assemblea di fine mandato dell’Asamar. Piero Neri, armatore e numero uno della Confindustria livornese, ha fatto la prima mossa chiedendo di verificare se la procedura di affidamento degli spazi non possa prevedere un tempo supplementare per le manifestazioni di interesse, anziché passare tutto nelle mani del secondo classificato (Manta). La richiesta, al momento, non ha avuto la risposta dell’Authority.
«Ma la rinuncia di Magona alle banchine assegnate dovrebbe consigliare all'Autorità portuale una riflessione sull'opportunità di destinare quelle aree ad un enorme parcheggio di auto con un basso rapporto tra superficie impegnata e creazione di posti di lavoro o, invece, valutare la possibilità di un nuovo bando che favorisca lo sviluppo di più imprese anche locali ad alto contenuto tecnologico e occupazionale – concludono dal Pd – ci auguriamo che il presidente Guerrieri dia seguito in senso positivo all'apertura manifestata in questo senso nei giorni scorsi». —
Lu.Ce.
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